L’AQUILA – “La città dell’Aquila ha a disposizione 240 milioni di euro per lo sviluppo, ed è il caso che una parte di questi fondi vada al settore dei servizi a distanza come come quello dei call center, che all’Aquila dà lavoro a circa 2 mila persone, e all’aggregazione attraverso lo sport”. 

Così ad AbruzzoWeb Gianni Padovani, consigliere comunale uscente e a capo della lista Socialisti e popolari per L’Aquila a sinistra del candidato sindaco per il centrosinistra Americo Di Benedetto in vista delle elezioni amministrative del prossimo 11 giugno. 

“L’Aquila ha bisogno di sport, di aggregazione e di lavoro. Vanno valorizzati gli impianti sportivi, ricostruiti grazie alla generosità di molti, dopo l’errore di non averli saputi valorizzare, anche se è mancato pure il tempo di farlo. Perché nel frattempo, le nuove generazioni crescono, hanno bisogno di prospettive”, le parole di Padovani a questo giornale. 

“La sensazione è di cambiamento – prosegue -. C’è una nuova figura sia di continuità, sia di marcia in più. Usciamo da dieci anni difficili, con un sindaco, Massimo Cialente, che ha dovuto affrontare qualcosa di epocale che nessuno aveva mai affrontato. Alcune cose sono riuscite, altre meno, come è normale che fosse. Adesso, però, bisogna dare a questa città delle prospettive diverse dal cemento e dal mattone, adesso è l’ora dei sentimenti”.

“L’Aquila – dice ancora Padovani – ha bisogno di sport, di aggregazione e di lavoro”.

Sul problema dell’occupazione nel capoluogo d’Abruzzo terremotato, ammette che “si sente in modo ancora più forte. Dobbiamo evitare che le nuove generazioni abbandonino L’Aquila, che a differenza di altre città ha la disponibilità di 240 milioni di euro del 4 per cento dei fondi per la ricostruzione. Sono tantissimi, paragonabili a un fondo settennale di una Regione come quella abruzzese. Siamo stati bravi ad ottenerli, ora dobbiamo essere ancora più bravi a spenderli”.

“Certo – fa notare – il Comune non può creare direttamente lavoro, ma le condizioni per chi vuole investire. E qui non si parte da zero, perché i fondi ci sono. Inoltre, va mantenuta l’occupazione che già c’è. Penso al settore dei call center, che all’Aquila dà lavoro a circa 2 mila persone. E allora, è il caso che una parte di questi fondi vada anche ai servizi a distanza, quindi anche ai call center”.

Su Americo Di Benedetto, Padovani afferma che “Più che un politico, per me è un amministratore che negli anni ha dimostrato le sue competenze nei vari ruoli che ha ricoperto. In questo momento storico per L’Aquila, c’è bisogno di una figura del genere. Lui è un moderato che cerca sempre il confronto, non vuole mai decidere da solo”. Roberto Santilli