L’AQUILA – “Sarò candidato sindaco del centrodestra nel 2017? È una domanda-trappola a cui non cado. Il candidato del centrodestra che batterà il centrosinistra, lo dico senza alcun timore, dovrà essere di sintesi e avere il maggior favore possibile”.

Così il consigliere comunale dell’Aquila Guido Liris, capogruppo di Forza Italia, di cui è vice presidente regionale, ai microfoni di AbruzzoWeb aggira la domanda sulla sua possibile discesa in campo per la corsa alla fascia tricolore, a più riprese trapelata nei corridoi della politica.

Una candidatura di sintesi che, per Liris, andrà decisa nel prossimo futuro e “i modi sono tantissimi, primarie, sondaggi, accordi politici tattici e strategici tra coloro che si ritengono portatori di consenso”.

“Il prescelto – prosegue – dovrà essere in grado di interpretare il malcontento molto molto pesante nei confronti dei 10 anni di Cialente e del centrosinistra. Gli aquilani aspettano un progetto alternativo, noi saremo in grado di darlo a prescindere dai partiti”.

Il leader leghista Matteo Salvini ha già espresso l’auspicio che sia il suo schieramento a esprimere il candidato sindaco, “ma Salvini è in tour di promozione, è comprensibile e legittimo che dica quello che ritiene opportuno per tirare acqua al suo mulino”.

“A me piacciono molto di più i salviniani che Salvini, sono amici con cui ho condiviso tanta parte del percorso, non ci sarà alcun problema nel trovare un accordo o almeno a sederci insieme – assicura il forzista – Se non ci saranno le condizioni perché qualcuno ha priorità a livello di protagonismo ne prenderemo atto, ma non credo che riguardi questi tre amici”.

Uno sguardo anche in casa d’altri, nel centrosinistra che dovrà affrontare il problema del post-Massimo Cialente.

“Giovanni Lolli sarà costretto dal Pd a candidarsi perché è l’unico capace di fare sintesi, chiunque altro troverebbe un alter ego o un contro-candidato – rileva Liris – È l’unico capace di ammazzare le primarie e farle diventare strumento di lancio come sempre fa il Pd”.

“I giovani rampanti rivendicano un protagonismo, la triade degli ultimi trent’anni (Stefania Pezzopane, Lolli e Cialente, ndr) rivendica la sua forza, Lolli fa sintesi. Hanno grossi guai al loro interno e a stento li mascherano, non mi preoccupo di quello che succede dall’altra parte perché la nostra vittoria non dipende dal loro candidato”, assicura poi.

Quanto alla figura di Giorgio De Matteis, che nel 2012 si candidò fuori dal centrodestra canonico, arrivando al ballottaggio, “si sta ritagliando un ruolo da battitore libero. Abbiamo un confronto quotidiano – svela Liris – non credo ci siano problemi nel fruire dell’apporto di persone che hanno caratterizzato stagioni importanti del centrodestra aquilano”.

Infine alla domanda sui rapporti con altri gruppi del partito forzista, quelli legati ai fratelli Salvatore e Roberto Santangelo, con la presenza che aleggia dell’ex assessore regionale Gianfranco Giuliante, Liris, che fu defenestrato dal ruolo di assessore provinciale per via del dissenso interno, invita alla concordia.

“Ci sono state stagioni in cui la poca e vicendevole capacità di colloquio ha penalizzato tutti, qualcun altro al di fuori ha goduto di queste divisioni. Un tentativo e un auspicio è non consentire più che avvengano queste cose – conclude – Nelle scorse elezioni è stato un suicidio perché nessuno ha pensato di dire: non si va divisi. Ben venga l’apporto di tutti”.