L’AQUILA – Le primarie del centrosinistra di oggi sono le seconde nella storia della coalizione per la scelta del candidato sindaco dell’Aquila.

L’esordio, infatti, ci fu nel 2007, e quella volta a imporsi fu il candidato di oggi del Partito democratico, il sindaco uscente Massimo Cialente, all’epoca deputato dei Democratici di sinistra.

A votare furono 8.747 persone, il 14 per cento degli aventi diritto, una quota salutata con grande soddisfazione dagli organizzatori che avevano messo nel mirino di superare i 6.300 votanti (10 per cento) delle primarie del novembre 2005 che incoronarono Romano Prodi.

Cialente collezionò 2.887 preferenze (33,4 per cento dei votanti), staccando di oltre mille voti il suo principale avversario, Vittorio Sconci, candidato ufficiale della Margherita, che raccolse 1.857 preferenze (21,5 per cento).

Al terzo posto arrivò Vito Albano, all’epoca indipendente della Margherita, corrente “Futura”, in dissidio con la scelta di Sconci e oggi capogruppo del Partito democratico in Consiglio comunale, con 1.422 voti (16,4 per cento).

A seguire Gian Paolo De Rubeis, all’epoca candidato del Laboratorio per la democrazia sostenuto anche dai Verdi e oggi consigliere comunale del monogruppo Impegno per L’Aquila, che raccolse 1.014 voti (11,7 per cento).

Quindi Franco Colonna del Comitato civico con 610 (7,1 per cento), poi consigliere comunale di Impegno per L’Aquila che, con le dimissioni, ha lasciato spazio in aula proprio a De Rubeis.

Ancora, Pierluigi Pezzopane, all’epoca consigliere comunale della Margherita, che si candidò con l’Italia dei valori ma non fu eletto e ciononostante con la vittoria di Cialente divenne assessore al Contenzioso in quota Idv, e ci è rimasto fino a qualche settimana fa, con 496 voti (5,7 per cento).

Infine Giulio Petrilli, esponente di Rifondazione comunista, con 359 preferenze (4,2 per cento). (alb.or.)