L’AQUILA – “Abbiamo in mente una città a misura d’uomo, con un’economia da rilanciare, con trasporti finalmente all’altezza della situazione e con le idee chiare su come deve essere gestita la ricostruzione”.
Condividono tutto il programma del ‘totem’ Beppe Grillo i candidati della lista del Movimenti 5 Stelle dell’Aquila alle prossime amministrative comunali.
Ciò che hanno in mente lo hanno detto oggi in piazza Duomo, nel centro dell’Aquila terremotata.
In primis, hanno confermato Enza Blundo come candidato alla poltrona di sindaco. Poi i candidati consiglieri Enea Giancaterino, Simone Scimia, Silvio Corsi, Leonardo Dongiovanni e Fabio Di Bernardino hanno illustrato idee e progetti per la città di oggi, quella delle bende e dei cerotti, e quella che verrà, che le bende e i cerotti dovrà toglierli nel modo più rapido e indolore possibile.
I temi toccati dai candidati rispecchiano in toto i dettami del Movimento 5 Stelle voluto dal comico genovese, quel Grillo che tra una miriade di polemiche iniziative su larga scala che hanno sparigliato le carte del tavolo dei partiti italiano ha prodotto la creazione di una lista anche nel capoluogo terremotato.
“L’Aquila deve per forza di cose diventare una città fatta di cittadini che condividono le scelte – ha detto la Blundo – non possiamo più guardare al sindaco come a un personaggio che decide tutto da solo. Il sindaco è una figura che mette in pratica quanto discusso, attivamente, dalla cittadinanza. Il nostro progetto parte proprio dalla condivisione, dal cambiamento radicale delle politiche che non guardano alla collettività”.
“Di cosa c’è bisogno, nell’immediato, nella nostra città? Riunire tutti gli uffici in un’unica sede e creare un’unica società municipalizzata – spiega la Blumbo – e una ricostruzione che punti a dare priorità alle case e poi alle opere pubbliche più urgenti e necessarie”.
“Bisogna ripartire da qui – ha affermato Giancaterini – è una questione di logica. Prima facciamo rientrare le persone nelle case, prima la città può pensare di riprendersi a tutti i livelli”.
Salvaguardia dell’ambiente, trasporti, utilizzo delle migliori tecnologie per automatizzare i servizi, cultura come settore di rilancio dell’immagine e dell’economia della città sono alcuni dei punti del programma dei ‘grillini’.
“All’Aquila manca una vera raccolta differenziata – ha spiegato il 21enne Simone Scimia, che ha scelto di appoggiare il Movimento senza aver mai utilizzato una scheda elettorale – manca una vera programmazione sull’impatto ambientale post-sisma, non ci sono le idee chiare sui trasporti pubblici, un vero disastro fino a questo momento. Noi siamo qui per cambiare le cose con gli sforzi e la partecipazione di tutta la cittadinanza”.
Per Leonardo Dongiovanni, “non si può pensare alla rinascita della città, che ha bisogno di un’università all’altezza, senza pensare al tessuto sociale, ai trasporti, al commercio. Vanno legati insieme diversi mondi, gli studenti hanno bisogno di una città migliore dal punto di vista dei collegamenti e la stessa cosa vale per i commercianti, quindi per l’economia. Si è parlato, in modo discriminatorio, di campus universitario nei progetti C.a.s.e., ma la realtà è che nel breve termine non sarà possibile andare in quella direzione. Intanto, gli aquilani devono rientrare in casa. Gli studenti, invece, devono essere innanzitutto trattenuti e poi tutelati sul serio, a partire dagli affitti fino, lo ribadiamo, ai trasporti. All’Aquila ci sono zone assolutamente non collegate, sembrano fuori dal mondo”.
“Più tecnologia e meno cemento – è lo slogan di Fabio Di Bernardino – questa è una via giusta per rifare meglio la città. Abbiamo messo in cantiere, fra gli altri progetti, la pubblicazione su mappe Gis di piano regolatore, proprietà immobiliari comuni, progetti C.a.s.e., pensando alla trasparenza di costi, documenti e informazioni alla cittadinanza. Va cambiato lo statuto comunale, la comunicazione ai cittadini deve cambiare radicalmente. Agli aquilani nessuno ha chiesto se l’auditorium di Renzo Piano andasse bene oppure no, un esempio di come il nostro movimento sia profondamente diverso dagli schemi dei partiti”.
“La situazione delle piccole e medie aziende è drammatica – ha commentato Silvio Corsi, che per anni ha avuto in piazza Duomo una rosticceria ambulante prima di trasferirsi al bivio per Monticchio – la nostra economia non riparte, c’è un’invasione di catene della grande distribuzione che sta strozzando i commercianti locali. L’artigianato è in crisi nera e dalle banche manca l’accesso al credito. Tutto questo rischia di far sprofondare una città che ha già un dramma sulle spalle”.
“Io ho un figlio di quattro anni – ha concluso – quando penso di uscire per fargli fare una passeggiata mi rendo conto che ho solo l’opzione del centro commerciale. Non se ne può più. Il Movimenti 5 Stelle guarda in una direzione diversa da tutte le altre. Speriamo che la città lo capisca”.





