L’AQUILA – Il centrodestra aquilano prova a ritrovare se stesso ripartendo dalla base, dalla riorganizzazione di un partito e di una lista per le Comunali 2017.

Tutto questo mentre dalla scena romana arrivano foschi scenari che non aiutano a tarare bene gli equilibri nella politica locale, con i seguaci di Matteo Salvini che lanciano la sfida di invertire i rapporti di forza con gli ultimi accoliti di Silvio Berlusconi.

Nel frattempo, i due gruppi, salviniani contro resto della coalizione, incontrano la stampa in due eventi diversi gli uni uno giorno dopo gli altri.

Ieri Forza Italia ha annunciato la nomina di un “ commissario comunale”  del partito. Si tratta di Stefano Morelli, che di Forza Italia e del Popolo della libertà è stato un nome significativo: presidente nazionale dei giovani Fi, presidente della direzione nazionale Giovane Italia (giovani del Pdl), vice presidente dello Yepp (organizzazione giovanile del Ppe), vice presidente dell’Iydu (organizzazione mondiale dei giovani conservatori).

Era fuori dai giochi da un po’, in realtà: in particolare dalla disfatta, nel 2012, di Futuro e libertà per l’Italia, di cui era coordinatore comunale (questo la nota di Fi non lo ha comprensibilmente ricordato), con la fallimentare candidatura a sindaco di Enrico Verini, transfuga del centrosinistra.

Del partito troverà le macerie, visto che alle ultime elezioni amministrative nel 2012, a livello cittadino, come Popolo della libertà ha centrato l’8%, complice anche la scelta tardiva e non convintissima di un candidato sindaco fuori dal partito e dalla politica attiva come Pierluigi Properzi.

Meglio le Politiche del 2013, un inatteso 25%, e tutto sommato anche le Regionali del 2014, un 17,5% superiore alla media dell’intero Abruzzo.

L’investitura di Morelli colma comunque un vuoto. Le ultime nomine in ambito cittadino legate al partito berlusconiano risalivano, infatti, addirittura al dicembre 2010, quando l’ex sindaco e senatore Enzo Lombardi fu scelto come coordinatore comunale del Popolo della libertà, affiancato dal suo vice e vicario Roberto Santangelo.

Proprio quest’ultimo, nel 2013, venne indicato dall’allora coordinatore L’Aquila-Sulmona (la Marsica faceva storia a sé) del Pdl, Alfonso Magliocco (oggi salviniano, guarda il caso), come titolare del ruolo, con il placet dell’assessore regionale Gianfranco Giuliante, ma alla vigilia delle elezioni politiche il leader regionale pidiellino Filippo Piccone (oggi con il Nuovo centro destra) impose invece il consigliere comunale e assessore provinciale Guido Liris, e il partito si spaccò.

Una faida che più avanti ha portato, tra le altre cose, Liris alla defenestrazione dalla Giunta in Provincia, e successivamente alla nomina come vice coordinatore regionale forzista, che tuttora ricopre. Con la divisione tra Fi e Ncd, di incarichi comunali non si è più avuto notizia, fino a ieri.

Proprio Liris, assieme alla coordinatrice provinciale, Antonella Di Nino, ha spiegato che la scelta di Morelli, “ con l’avallo del presidente regionale di Fi, Nazario Pagano, e del consigliere regionale Emilio Iampieri, ha l’obiettivo di curare l’organizzazione comunale del partito in funzione della delicata situazione socio-economica della città capoluogo e della esigenza di affrontare al meglio le prossime elezioni amministrative” .

Secondo quanto appreso da fonti interne al partito, Morelli avrà l’arduo compito di ricucire la base dei moderati di centrodestra aquilani, quelli che non si ritrovano più in nessun partito, per costruire una lista forte in vista delle elezioni del prossimo anno.

Non sfugge il filo diretto con Liris, accreditato da rumors precocissimi di possibile corsa alla fascia tricolore, ma che a fronte di un discreto consenso elettorale gode di una serie di franchi tiratori anche e soprattutto della sua coalizione pronti a impallinarlo in caso di discesa in campo, e non a caso, per questo motivo, è rimasto assai coperto sul punto.

Con Morelli si torna al passato, comunque, allo “ spirito del 1994”  che i berluscones sembrano avere smarrito in campo nazionale: non è escluso possano essere ricoinvolti personaggi come Biagio Tempesta, sindaco dal 1998 al 2007, e altri del “ cerchio magico”  dell’epoca.

Non Giuliante, comunque, che ad AbruzzoWeb si è detto ironicamente “ in andropausa di riflessione” , ma che sta studiando il modo migliore per tornare in pista. Spesso incontrando l’ex direttore generale della Asl Giancarlo Silveri, quest’ultimo già nome forte di Ncd e di Piccone sul territorio.

Intanto la spaccatura con i salviniani è sempre più netta e la partita delle alleanze è tutta da giocare, soprattutto da quando il leader della Lega, in visita pastorale all’Aquila, ha detto di auspicarsi che il suo schieramento esprima il candidato sindaco del centrodestra, avendo molte persone competenti, e una pattuglia già folta di consiglieri: il capogruppo Emanuele Imprudente e i colleghi d’aula Luigi D’Eramo e Daniele Ferella, eletti nel 2012 con lo schieramento civico-politico di Giorgio De Matteis (quest’ultimo ritenterà la coalizione civica con Nicola Trifuoggi candidato sindaco bipartisan?) e poi passati con Ncs.

Fumo negli occhi per i forzisti che, prevedendo la mala parata, hanno disertato la visita di Salvini. Ormai una prassi, l’assenza degli alleati agli appuntamenti con i big: qualche mese prima l’avvento del sottosegretario alla Giustizia e leader regionale di Ncd Federica Chiavaroli era stato snobbato dai potenziali alleati, mentre pezzi grossi di Forza Italia all’Aquila non se ne vedono da un pezzo.

E la spaccatura si nota anche nell’azione di governo, con due incontri con la stampa da separati in casa nel giro di 24 ore.

Oggi a parlaere di “ Bilancio e sicurezza”  sono il già citato forzista Liris, Roberto Tinari (Forza Italia), Giorgio De Matteis (L’Aquila città aperta), Alessandro Piccinini (Ncd) e Raffaele Daniele (Udc).

Domani, venerdì 22, toccherà ai tre “ leghisti”  Imprudente, D’Eramo e Ferella, in uno strano ticket con Gianni Padovani (Socialisti riformisti), su “ spese per il personale e consulenze esterne al Comune dell’Aquila” .