L’AQUILA –  Il pasticcio delle primarie mancate all’Aquila ha provocato una prima, immediata, conseguenza: nel capoluogo il Pdl non ha, al momento, un candidato per la corsa a sindaco alle amministrative del 5 e 6 maggio.
 
Per il vice coordinatore regionale del Popolo delle libertà, senatore Fabrizio Di Stefano, che preferisce trincerarsi dietro a un “no comment” sulle dinamiche che hanno portato all’annullamento delle consultazioni del 18 marzo, “qualunque ipotesi di candidatura può e deve essere presa in considerazione e può essere sostenibile, compresa quella di Giorgio De Matteis. Al tempo stesso ci sono delle validissime alternative a Cialente, validissime, come quella dell’architetto Pierluigi Properzi o del segreteraio della Destra Luigi D’Eramo che possono e devono essere prese in considerazione “.
 
Un nome, quello del vice presidente vicario del Consiglio regionale, che viene visto come il fumo negli occhi da una parte dei vertici aquilani del partito azzurro, e appoggiato, da un’altra fazione, quella dei frondisti che fanno capo alla dirigente regionale pidiellina Carla Mannetti.

“Credo che l’intera dirigenza aquilana del partito debba riflettere su ciò che è successo: – spiega il senatore – è stato fatto un congresso, nel corso del quale è stata votata una mozione incentrata sulle primarie che non si faranno più. A questo punto si deve poter valutare ogni ipotesi. Properzi? Può essere un ottimo candidato, così come può esserlo De Matteis. Sono entrambi autonomi e indipendenti dal Pdl, che è l’unico partito a non avere un suo competitor per le amministrative”.

Sulla possibilità che intervengano i vertici nazionali del partito, presumbilmente seccati dalla vicenda delle primarie annullate nel capoluogo, Di Stefano è stato sibillino: “Non lo escludo ma ripeto: bisogna aprire una profonda riflessione su ciò che è accaduto”. (g.a.)