L’AQUILA – “Se gli elettori mi riconfermeranno la fiducia, riaffermo il mio impegno nell’ambito del centrosinistra, se ci saranno le condizioni attraverso una nostra lista civica con i colleghi Giovanni Cocciante e Mario Durante, visto che i partiti non mi sembra godano di ottima salute”.

Così Giuliano Di Nicola, attuale capogruppo dell’Italia dei valori in Consiglio comunale dell’Aquila, ma uscito da quel partito assieme ad altri due ex Idv, annuncia ai microfoni di AbruzzoWeb la ricandidatura sua e degli altri due (Cocciante non è consigliere, ma assessore esterno) partendo da una nuova formazione civica.

Di Nicola ci tiene a smentire l’etichetta di “cialentiano di ferro”, fedele al primo cittadino, Massimo Cialente, che da tempo lo accompagna.

“Difficilmente si riesce a essere fedeli alla moglie, figuriamoci in politica! – scherza – Si parla di lealtà e onestà, non mi riconosco nell’etichetta che mi attribuite in modo immeritato. Cialentiano non è certo un’offesa, ma con lui ho avuto anche diversità di vedute. Questo, però, non significa mettersi di traverso”.

A tal proposito, Di Nicola commenta uno scenario futuro ipotizzato nei corridoi della politica affermando che a suo dire “la cosiddetta lista Cialente sarà presentata, ma io e il mio gruppo pensiamo di non farne parte. Vogliamo una lista espressione del civismo che, magari, raggruppi una ex area socialista in accordo con una ex area democristiana”.

E si arriva alla frattura tra gli ex dipietristi, segnatamente con Lelio De Santis, ex segretario regionale e assessore prima di Cocciante, poi cacciato per aver criticato con veemenza l’operato del sindaco in un incontro con la stampa. Da allora, anzi già da prima, i duelli Di Nicola-De Santis si ripropongono a cadenza regolare.

“Ho militato nell’Idv finché c’erano le condizioni, quando si è creata una divaricazione per una visione politica del tutto diversa io e il consigliere Durante abbiamo preferito uscire – dice ora – Nessuno ci ha cacciato, anzi, nessuno ha avuto il coraggio di farlo, almeno ci sarebbe stata dialettica”, con una nuova stoccata al segretario.

Certo che l’assessore e il gruppo consiliare continuano a chiamarsi Italia dei valori, ma ora per Di Nicola questo poco conta.

“Io, Durante e Cocciante siamo ormai altra cosa. Siamo arrivati oramai alla fine della consiliatura, non credo che ci saranno rivolgimenti nel gruppo – taglia corto – Andiamo avanti per la nostra strada tenendo fede a quello che abbiamo sottoscritto all’apparentamento con il programma di mandato del sindaco Cialente. È una linea di coerenza e onestà intellettuale”.

Idv che aveva già perso, pochi mesi dopo le elezioni, il candidato sindaco non eletto, Angelo Mancini, rimasto in aula con la propria civica L’Aquila oggi-Idv.

“Con Mancini tutto è stato causato da una serie di incomprensioni, nell’attività consiliare dopo una prima fase di dialettica ho avuto modo di apprezzare le sue qualità anche amministrative, oggi ci sono ottimi rapporti di rispetto reciproco”, il rammarico di Di Nicola.

Andando agli assetti futuri del centrosinistra, la “cosa rossa” di Sinistra italiana, Rifondazione e chi altro vorrà starci, annunciata da Giustino Masciocco ad AbruzzoWeb, non piace molto, seppure, in fondo, punti a rifare quello che fece l’Italia dei valori nel 2012: presentarsi al di fuori del centrosinistra e risultare determinante al ballottaggio.

“E allora, vista com’è finita l’esperienza dell’Idv, sconsiglierei vivamente gli amici consiglieri di farlo! – scherza ma non troppo Di Nicola – Io non ci sarò, e mi chiedo se esista ancora una sinistra classica come la intendono loro”.

Infine, lapidario il giudizio sulla nuova alleanza, annunciata in una nota stampa, tra l’Idv di De Santis, il Partito socialista, il Partito liberale e la formazione Abruzzo civico. “Che cosa faranno? Non ne ho idea, posso solo fare loro gli auguri”, conclude.