L’AQUILA – È la trasparenza, oltre l’efficienza, della macchina amministrativa uno dei temi più caldi e sentiti dal candidato sindaco di “Appello per L’Aquila”, Ettore Di Cesare, imprenditore ed esperto di sistemi informatici che puntano alla diffusione dei cosiddetti ‘Open data’, “ovvero tutta la massa di dati che produce la pubblica amministrazione”.

 Renderli fruibili sarebbe una vera e propria rivoluzione “basti pensare che tutti i cittadini saprebbero a che punto è la loro pratica per la ricostruzione e sapere. In questo modo verrebbe meno il sistema di clientelismo in base al quale una pratica per andare avanti ed essere estratta dal mucchio in cui si trova insieme agli altri documenti può essere visionata solo se si consoce qualcuno. Una cosa non democratica, che produce guasti, ma soprattutto rende poco efficiente il sistema”.

Rendere il Comune una casa di cristallo “riavvicinerebbe i cittadini alla politica: c’è delusione e sfiducia, giustamente, nei confronti di chi ci ha governato. Bisogna recuperare la fiducia, perché senza una comunità che si riconosce non può esserci una ricostruzione”.

Per la prima volta Di Cesare, imprenditore laureato in matematica, scende in campo dall’altro lato della barricata, ovvero quello della politica attiva. Un’esperienza che lo ha entusiasmato ma, al tempo stesso, scoraggiato una volta confrontatosi con certi schemi partitici:

“È aumentata la sfiducia nei partiti” rivela l’aspirante sindaco, sostenuto dalle liste “In Comune” e “Cambia musica” che ad AbruzzoWeb rivela un aneddoto relativo al primo confronto con gli altri candidati: “prima di entrare in trasmissione ci si dava del tu, poi a telecamere accese alcuni hanno dato vita ad attacchi durissimi, facendo trasparire tensioni che sono scomparse dopo la trasmissione. È questo quello che si chiama ‘teatrino della politica’”.

“Degli altri candidati mi sono fatto questa idea: non hanno presentato delle persone, ma dei pacchetti di voti che vanno al di là del futuro e delle possibili soluzioni dei problemi di questa città”.

“I cittadini  che come noi sono delusi, sfiduciati, e, se mi permettete anche un po’ incazzati, hanno la possibilità di cambiare pagina il 6 e 7. Noi siamo l’alternativa” conclude l’aspirante sindaco con un appassionato appello agli elettori. (g.a.)