L’AQUILA – “Siamo inconciliabili con la vecchia politica perché con noi si candidano persone che quando sono nate gli esponenti delle altre coalizioni erano già in Consiglio comunale da dieci anni”.

Ribadisce con forza la separazione tra politica e movimento civico Ettore Di Cesare, candidato sindaco del progetto “Appello per L’Aquila” che si declina in due liste, In Comune e Cambia musica, che correranno alle elezioni del 6 e 7 maggio.

Un “percorso di otto mesi e 200 persone impegnate tutti i giorni per un programma partecipato”, così il candidato alla fascia spiega il progetto ai microfoni di AbruzzoWeb.

“Appello per L’Aquila – aggiunge – raccoglie tutte quelle persone che volevano evitare le cricche invece di santificare ‘San Guido Bertolaso‘ e che hanno fatto proposte inascoltate per il territorio. Vogliamo prendere i migliori saperi e metterli a disposizione, non siamo solo comitati”.

Dura la valutazione su Vittorio Festuccia, che ha firmato il testo dell’Appello a inizio ottobre e poi è stato candidato alle primarie del centrosinistra con Sinistra ecologia libertà perdendo contro Massimo Cialente.

“Non è mai venuto a nessuna riunione – accusa Di Cesare – e questo è l’indice di come Festuccia percepisce la politica e la partecipazione, l’unica volta ci è venuto a chiedere l’appoggio per le primarie, una cosa inconcepibile”. (alb.or.)