L’AQUILA – “Il futuro della città in 32 pagine”.

Ettore Di Cesare, candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative, ha presentato questa mattina il programma di Appello per L’Aquila, il movimento civico che lo appoggia con le liste “In comune” e “Cambia musica”.

Un programma frutto del lavoro, durato otto mesi, di circa 200 persone, che si sono periodicamente riunite nella sede di via Garibaldi, suddivise in sei tavoli di lavoro.

“Siamo gli unici ad aver presentato un programma – ha esordito Di Cesare – gli altri hanno diffuso solo fogli pubblicitari. Il nostro è un lavoro serio, racchiuso inizialmente in ben 400 pagine, poi sintetizzate in 32. È il frutto dell’intelligenza collettiva dei migliori saperi della città, che vanno dal mondo universitario fino a quello delle imprese. Per trovare soluzioni serve la partecipazione di tutte le fasce sociali che vivono la città e vogliono continuarla a vivere al meglio”.

Tra i punti principali del programma ci sono trasparenza e partecipazione. “Vogliamo istituire un osservatorio civico e partecipato della ricostruzione – ha spiegato – che miri a rendere trasparente tutto il processo, dai finanziamenti ai tempi”.

Per quanto riguarda il lavoro, la proposta di Appello per L’Aquila sono “gli incubatori d’impresa per i giovani. Si tratta di utilizzare, riqualificandoli, spazi comunali, magari oggi abbandonati, per ospitare nuove imprese, raggruppate per settori omogenei, ad affitti agevolati e graduali nei primi tre anni”.

La sua futura Giunta, Di Cesare la immagina ugualmente composta da uomini e donne. “Questo lo abbiamo già dimostrato con le nostre due liste – ha detto – che sono quelle in cui ci sono più donne rispetto a tutte le altre”.

“Per una scelta consapevole – ha concluso – invito i cittadini ad andare sul nostro sito e scaricare il lavoro che abbiamo fatto. È una proposta seria che va letta”.

Dopo la presentazione del programma, Di Cesare è tornato sulla vicenda della Banca popolare dell’Emilia Romagna, che nel suo piano industriale ha proposto la fusione per incorporazione della Cassa di Risparmio della provincia dell’Aquila, che porterebbe a circa cento esuberi, proponendo una sorta di ammutinamento.

“La Bper ha intenzione di pugnalare la città alle spalle – ha detto – allora proponiamo che i comuni del ‘cratere’ tolgano i servizi di tesoreria e i conti correnti dalle banche Carispaq”.

Il programma di Appello per L’Aquila verrà presentato oggi pomeriggio anche a Firenze, nell’ambito della presentazione di un nuovo movimento politico. Elisa Marulli

IL PROGRAMMA