L’AQUILA – Giorgio De Matteis sostiene Nicola Trifuoggi come candidato sindaco dell’Aquila nel 2017, ora è ufficiale.
Lo dichiara, infatti, ai microfoni di AbruzzoWeb lo stesso ex vice presidente del Consiglio regionale, oggi consigliere di opposizione dopo aver sfidato quasi 5 anni fa Massimo Cialente per la fascia tricolore.
Centrò il ballottaggio, e lo perse, facendo fuori il centrodestra “ufficiale” e con uno schieramento, L’Aquila città aperta, misto civico-politico.
Lo stesso progetto cui lavora, da un po’, l’ex procuratore di Pescara Trifuoggi, che dal gennaio 2014 è vice sindaco del capoluogo in una Giunta di centrosinistra dopo essere subentrato a Roberto Riga, indagato per corruzione, e dopo le dimissioni ritirate in extremis dello stesso Cialente.
A domanda dei cronisti Trifuoggi si dichiarò, alla prima uscita pubblica, “di centrosinistra”, ma sempre più la sua posizione è diventata quella di un battitore libero, tanto da annunciare mesi fa la possibile, anzi probabile corsa elettorale nel 2017 fuori dalla coalizione attualmente al governo e con cui anch’egli governa.
Un uragano politico che, però, non ha scalfito più di tanto Cialente. E che interessa notevolmente, invece, De Matteis, che ha dichiarato già più volte di averne avuto abbastanza con la prima volta da candidato sindaco, e di puntare, piuttosto, a fare il “regista” di una coalizione dello stesso tipo.
Una posizione che si è ulteriormente raffinata, fino a diventare netta, dalle prese di posizione “vaghe” su possibile sostegno a Trifuoggi già espresse nei mesi di febbraio e marzo.
“Continuo a lavorare sull’intuizione avuta nel 2012, un raggruppamento civico dove c’erano anche alcuni partiti – spiega ora – Aveva la valenza di raggruppare soprattutto sulle idee della ricostruzione forze politiche che le condividessero, civiche o partitiche interessava poco”.
In tal senso, “Trifuoggi ha fatto una cosa che abbiamo anticipato nel 2012, se continuerà a tenere questa posizione. Dopo il terremoto centrodestra e centrosinistra sono divenute categorie che sia in giro per l’Italia sia all’Aquila non credo possano esistere ancora”, prosegue Gdm.
“Se Trifuoggi dovesse continuare su questa linea ed essere candidato, non sarà una novità ma la continuazione di un lavoro che ho cominciato nel 2012 – prosegue ancora – Non mi pare abbia detto di essere del Pd. Ha detto di essere di centrosinistra alla prima conferenza da vice sindaco, ma poi basta. Punto. L’ultima volta, anzi, ha detto di non essere di nessun partito”.
“A Sulmona il Pd non presenterà neanche il proprio simbolo perché non ha uomini per fare le liste, e i raggruppamenti più competitivi, guarda un po’, sono tutti e due civici – rileva poi De Matteis – Probabilmente siamo arrivati in notevole anticipo rispetto alla capacità dell’elettorato di comprendere questa situazione”.
“Forse, e me lo auguro, il prossimo anno potrebbe essere la volta buona per chi intende portare in città a governare raggruppamenti civici che hanno a cuore l’interesse reale della città e una ricostruzione che sia capace di essere sostenuta politicamente in maniera forte, non attraverso i partiti, che non esistono, oggi sono cadaveri di partito”, inveisce poi.
Ma come si gestisce un vice sindaco che potrebbe essere avversario del centrosinistra e sostenuto, addirittura, da pezzi di centrodestra?
“Il problema è di Cialente – ghigna Gdm – In altre epoche per molto meno ha cacciato fuori dalla Giunta alcuni assessori, l’ultimo Lelio De Santis che si era permesso di essere in disaccordo. Trifuoggi non lo caccia perché Cialente è forte con i deboli e debole con i forti”.
“Trifuoggi dice una grande verità, che il Pd non esiste, lui dichiara che D’Alfonso con il masterplan ha penalizzato L’Aquila, dopo che noi lo diciamo da mesi, nel frattempo il Pd dice viva D’Alfonso che ci dà il masterplan migliore del mondo. Qui qualcuno è confuso e non credo sia Trifuoggi”, conclude.




