L’AQUILA – “La zona franca era un de minimis che si poteva avere il giorno dopo? Se questa è l’immagine che Americo Di Benedetto dà di sé come probabile candidato sindaco, abbiamo già capito che la sua è un’inutile presenza”.
Così ai microfoni di AbruzzoWeb Giorgio De Matteis, candidato consigliere comunale di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale a sostegno del candidato sindaco Pierluigi Biondi, risponde alle critiche giunte dal candidato del centrosinistra a margine di un incontro con i media.
“Un report non mio, ma del ministero dello Sviluppo, dice che sono arrivati 80 milioni con la zona franca, che non è un de minimis, come gli hanno raccontato quei fenomeni di Cialente e compagni – sbotta Gdm – Sono state 3.700 le piccole aziende che ne hanno usufruito e la prima città a usufruirne, dice sempre il minsitero, è stata L’Aquila”.
Zona franca che, per De Matteis, “poteva essere prorogata per altri 3 anni e il centrosinistra non lo ha fatto e quindi abbiamo perduto queste risorse. Guarda caso il governo Gentiloni inserisce nella manovrina la zona franca che, guarda caso, non viene definita de minimis”.
“Facilissima da ottenere? Durante il terremoto Di Benedetto l’abbiamo visto tutti i giorni all’Aquila – prosegue sarcastico – Non so dove fosse mentre io stavo qui a lavorare”.
In sede di presentazione il Partito democratico con il segretario comunale Stefano Albano ha parlato di “campagna elettorale sulle paure fatta dal centrodestra”.
“Albano credo sia il segretario del Pd, è un bravo ragazzo, ma dovrebbe accendere il cervello e studiare prima di parlare – risponde sprezzante – Se parlare del fallimento di Accord Phoenix, dell’Aeroporto, del Gran Sasso, del progetto C.a.s.e., della mancanza di lavoro, della fuga dei ragazzi e degli universitari vuol dire fare una campagna elettorale sulle paure, il Pd è ridotto ai minimi termini”.
“I fondi del 4% messi in mano al suo partito non vengono utilizzati da 4 anni. Noi intendiamo mobilizzare immediatamente questi 200 milioni per favorire l’insediamento di start-up e affinché i giovani restino e non fuggano – dice poi sil piano programmatico – Abbiamo cercato di far capire quanto fosse importante creare un ufficio per reperire risorse europee, lo faremo immediatamente e abbiamo già preso contatti con i rappresentanti perché bisogna preparare i progetti e sostenerli, cosa che non hanno mai fatto”.
Infine una sinistra previsione: “Vedo un silenzio elettorale del Pd nella campagna in corso che è inquietante, mi ricorda tanto Antonio Centi”, dice in riferimento alla campagna elettorale del 1998, quando fu poi eletto con il centrodestra Biagio Tempesta al posto dell’uscente di centrosinistra e favorito per la conferma Centi. Alberto Orsini




