L’AQUILA – Uno dei partiti che a livello di vertice nazionale è più attento alla campagna elettorale per le amministrative dell’Aquila è l’Unione di centro.
In particolare, il segretario, Lorenzo Cesa, segue da vicino le vicende politiche di quella che è considerata la più importante tornata nella storia del capoluogo d’Abruzzo, visto che riguarda una città in ginocchio per il tragico terremoto del 6 aprile 2009.
Proprio per questo, la rinascita e il rilancio dell’Aquila sono ritenute da più parti una questione centrale nel Paese.
Dopo aver tentato di riproporre anche all’Aquila l’esperienza nazionale del Terzo polo, l’Udc ha sposato il progetto politico del leader del Movimento per le autonomie, Giorgio De Matteis, sceso in campo come candidato sindaco del progetto politico bipartisan “L’Aquila città aperta”.
Cesa, dal suo studio nella sede nazionale di via dei Due Macelli a Roma, si dice soddisfatto del lavoro di De Matteis, tra l’altro ex esponente forte del partito della Vela, ma attraverso AbruzzoWeb lancia anche messaggi a tutti i candidati per una campagna elettorale senza risse e di contenuto.
“Arrivando all’Aquila qualche settimana fa – spiega Cesa – ho potuto constatare grande entusiasmo e una crescente attenzione attorno al progetto di De Matteis. Questo è un momento decisivo per tutti noi: stiamo entrando nel vivo della campagna elettorale ed è importante che tutti i candidati e le forze politiche che li sostengono lascino cadere le polemiche sterili e si concentrino sulle cose da fare per L’Aquila”.
“Il mio è un appello a tutte le forze politiche: pensiamo innanzitutto a come risolvere i problemi degli aquilani”, afferma convinto.
Il suo invito all’equilibrio e a una campagna elettorale pacata arriva proprio nel momento in cui la bagarre sta entrando nel vivo.
Siamo stati sempre contrari alla politica delle liti e delle contrapposizioni che ci hanno portato in questa pesante condizione di crisi, non solo economica e sociale, ma anche dello stesso sistema dei partiti. All’Aquila le dosi di serietà e responsabilità vanno moltiplicate per dieci, se è vero che stiamo parlando di una città che si sta faticosamente rialzando da un terremoto e che ha pagato fin troppo le debolezze e i tentennamenti di una politica mai davvero concreta.
Che idea si è fatta di questa prima parte dell’agone per le amministrative, caratterizzato da otto candidati sindaci, 22 liste e circa 700 candidati consiglieri?
Mi auguro che la politica sappia prendere spunto dalla forza e dalla dignità che la popolazione aquilana ha dimostrato di fronte alla sciagura che li ha colpiti. Torniamo a occuparci dei problemi reali, parliamo di come ricostruire la città, di come recuperare il tempo perduto e in particolare di come riannodare un tessuto sociale che si è purtroppo sfibrato. Non credo che le persone non ancora rientrate nella loro abitazione, le 1.500 famiglie povere di tutta la provincia, gli oltre 2.000 nuovi poveri in città e i tantissimi giovani senza lavoro possano comprendere e tollerare ancora a lungo le beghe politiche. Non è un caso che proprio in città ci si attende un astensionismo record, un dato preoccupante e insieme una tendenza da invertire tutti insieme.
È cosciente sul fatto che senza una volontà vera del governo centrale sarà difficile, se non impossibile, far rivivere una terra così duramente colpita?
Nelle scorse settimane il presidente del Consiglio, Mario Monti e il ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca hanno dato un contributo non solo ideale, ma anche effettivo al rilancio del capoluogo. Le cose da fare sono molte e all’orizzonte c’è un progetto di più ampio respiro, quello della ‘smart city’, che è davvero una grande occasione da cogliere. Per questo il prossimo dovrà essere il sindaco delle scelte, della concretezza e del coraggio. Forse il sindaco più importante per la storia dell’Aquila. Noi crediamo che Giorgio De Matteis abbia tutte le carte in regola per ricoprire questo incarico cosi delicato.
L’Aquila viene considerata laboratorio politico italiano dall’Udc, che ha sposato la causa di Gdm.
Al di là di quale sarà la legge elettorale, l’Udc ha le idee molto chiare sul futuro. È il momento della generosità, di costruire con altre persone qualcosa di nuovo nel Paese. Stiamo lavorando intensamente, abbiamo incontri quasi quotidiani con tante personalità autorevoli. Vogliamo costruire una nuova forza popolare e nazionale che metta insieme le persone di buon senso che vogliono far tornare grande l’Italia e recuperare la missione primaria della politica, che è quella di servire la comunità.
Verrà ancora all’Aquila? Verrà anche il presidente del partito Casini?
Sto ‘incastrando’ i miei appuntamenti della campagna elettorale. Gli eventi sono tanti, ma credo che negli ultimi giorni tornerò all’Aquila per sostenere Giorgio e i nostri candidati. Anche il presidente Casini sarà tra qualche giorno in città. (b.s.)





