L’AQUILA – È polemica aperta tra il Pdl e Luigi D’Eramo, che durante una conferenza stampa ha dichiarato “Votare Pierluigi Properzi equivale a sprecare il voto”, e replicato alle affermazioni rese dal capolista Pdl, Gianfranco Giuliante, che ad AbruzzoWeb aveva accusato l’assessore provinciale al Sociale e segretario regionale della Destra di “essere affogato nel mare democristiano”.

“La Destra ovvero quel partito che ha sempre considerato come voto utile il voto della coerenza e dell’identità, oggi, rinnegando se stessa scopre la novità democristiana. D’altronde lo dice Giorgio De Matteis che ‘hanno avuto il coraggio di smettere le casacche’, per cui rispediamo al mittente qualsiasi addebito di incoerenza e di inciucio. Su quest’ultimo maldestro tentativo invito D’Eramo a vedere all’interno della coalizione di cui fa parte  per scorgere continuità e contiguità con il centrosinistra e con il passato consiglio comunale” ha scritto in una nota il coordinatore provinciale della federazione L’Aquila-Sulmona del Pdl, Alfonso Magliocco.

“Ora, parlare a Magliocco, francamente non mi va – ha replicato D’Eramo – Ma parlare alla mia città, alla mia gente, quello sì. È la mia gente che merita la risposta che, torno a ripetere, si appella alla responsabilità. L’Aquila non può continuare a decadere, come è stato con Cialente, né può essere impiastricciata dagli ‘ominicchi’ di Properzi”.

MAGLIOCCO: “PER DESTRA DEBACLE ANNUNCIATA”

La Destra ovvero quel partito che ha sempre considerato come voto utile il voto della coerenza e dell’identità, oggi, rinnegando se stessa scopre la novità democristiana. D’altronde lo dice De Matteis che ‘hanno avuto il coraggio di smettere le casacche’, per cui rispediamo al mittente qualsiasi addebito di incoerenza e di inciucio.

Su quest’ultimo maldestro tentativo invito D’Eramo a vedere all’interno della coalizione di cui fa parte per scorgere continuità e contiguità con il centrosinistra e con il passato consiglio comunale.

L’appello al voto utile è non solo fuori luogo ma rischia di diventare un boomerang per la Destra che a corto di consensi (vedi provinciali scorse) si prepara ad una debacle annunciata.

Inoltre, ci si può dire nuovi dopo 15 anni di presenza in Consiglio comunale (da tanto dura la presenza di D’Eramo in consiglio)?.

La sua vita politica può dividersi tra un prima e un dopo. Ciò che è stato prima lo deve a Giuliante mentre il suo dopo è iniziato perdendo congressi, perdendo alle provinciali e per il comune….venti giorni passano in fretta.

D’ERAMO: “CON VOI LA FECCIA SOCIALISTA”

Non mi sorprende leggere di nuovi attacchi, né mi sorprende che a prendere parola, senza nulla conoscere, sia Alfonso Magliocco. Non devo certo raccontare a lui, tantomeno alla mia Città, la mia storia politica e personale. Che non rinnego e di cui mi faccio forte.

Io contesto la coerenza che non c’è. L’ignoranza che dilaga. La presunzione con cui questo Pdl, consunto e stracciato, tenta di imbambolare gli aquilani. E ce ne vuole di presunzione.

Ce ne vuole quando si nega il confronto delle primarie nel giorno della presentazione delle liste, salvo poi farsi benedire fuori tempo dai livelli nazionali del partito. Ce ne vuole quando si indica Pierluigi Properzi come “nuovo”. Ce ne vuole, ancora, quando ci si accredita come centrodestra ingrossando le proprie fila con espressioni della peggiore feccia socialista che L’Aquila e la nostra Repubblica ricordino.

Ora, parlare a Magliocco, francamente non mi va. Ma parlare alla mia Città, alla mia gente, quello sì. È la mia gente che merita la risposta che, torno a ripetere, si appella alla responsabilità. L’Aquila non può continuare a decadere, come è stato con Cialente, né può essere impiastricciata dagli “ominicchi” di Properzi. Il momento è topico, dobbiamo scegliere un altro futuro per la Città. Con previdenza. Ed è per questo che ritengo sia giusto che tutti sappiano che votare Properzi significa votare Cialente. È un voto sprecato che può essere ben speso, invece, dando il proprio consenso a Giorgio De Matteis che ha saputo operare con discrezione e capacità, senza cedere a beghe e connivenze.

Le esternazioni di Magliocco rendono l’idea di come egli abbia ridotto il Pdl locale che guida “telecomandato” da altri. Passerà alla storia per la brevità del suo incarico. Magliocco, che firma comunicati che altri gli hanno scritto, dimentica di essere stato bocciato sonoramente alle scorse elezioni comunali quando pensava che i voti di Giuliante gli avrebbero permesso di battermi. Esprimo la mia solidarietà a tutte quelle persone che hanno creduto, in buona fede, a questa dirigenza locale pidiellina e che hanno scorto solo ora il baratro verso il quale li sta dirigendo.

Ciò che sono lo devo solo alle oltre 400 persone che sempre hanno creduto nella mia persona e che mi hanno concesso l’onore di rappresentarli nella massima assise civica. Sarebbe simpatico se Magliocco ci dicesse perché non ha proposto la sua candidatura. Penso che i motivi siano riconducibili a due fattori: o non ritiene di essere vincente o non ritiene vincente il candidato sindaco.

Quanto, infine, al mio prima e al mio dopo, sono trasparenti. E lo saranno ancor di più l’8 maggio.

LA CONTROREPLICA: “IL SUO PARTITO NON ESISTE”

Il nervosismo di D’Eramo è sintomatico dello stato d’ansia da prestazione che lo attanaglia. Una risposta scomposta e sgradevole che testimonia, semmai ce ne fosse bisogno, il grado di civilità politica da lui raggiunto negli ultimi anni.

Parla dell’altrui partito perché del suo non se ne vedono tracce nelle ultime elezioni e questa non farà certo eccezione, tanto da non avere il coraggio di apporre il proprio simbolo. Ma continua a interessarsi della casa degli altri.

Anzi, fa di più… forse per invidia e gelosia vorrebbe determinare addirittura la fine del mandato dell’attuale dirigenza senza averne né titolo né diritto, di fatto delegittimando i 2.000 iscritti che l’hanno eletta!

Vorremmo, inoltre ricordare a D’Eramo che non tutti i partiti funzionano allo stesso modo: se lui per divenire assessore provinciale ha avuto bisogno di una telefonata da Roma questo non è avvenuto per il Popolo della libertà, semmai la scelta di Properzi è stata presa in alternativa al nome sul tavolo romano.

Comunque D’Eramo non si culli dei “fasti del passato” perché il futuro potrebbe riservargli amare sorprese!