L’AQUILA – Mea culpa del centrodestra, mentre per il centrosinistra si tratta dell’inizio del cambio della guardia amministrativa in Abruzzo.

Sono queste le reazioni contrapposte degli esponenti dei vari partiti durante lo speciale del Tg3 regionale dedicato alle elezioni.

Per Luciano Lapenna, che si appresta a iniziare il suo secondo mandato di sindaco della città di Vasto, si tratta di un “risultato sudato giunto alla fine di una campagna leale e serena”. “Si tratta – ha aggiunto Lapenna – di una vittoria che va al di là delle aspettative”.

Per lo sconfitto Mario Della Porta la sfida di Vasto rappresentava “quasi una scommessa”. “Sapevo che sarebbe stato difficile – ha dichiarato l’ex magistrato – perché avevo davanti il sindaco uscente”. “Alcuni apparentamenti, poi – ha polemizzato – sono stati solo di facciata, perché il voto raccolto da certe liste è andato in blocco a Lapenna”.

Mario Pupillo, neo primo cittadino di Lanciano, ha sostenuto che la vittoria della sua coalizione esprime “la volontà della città di cambiare”. Un ringraziamento particolare per gli alleati Pino Valente e Donato Di Fonzo, i cui sostenitori “hanno accolto in pieno l’apparentamento”.

Di cambiamento ha parlato anche il consigliere regionale Emilio Nasuti, che ha animato la compagine civica ‘Energie nuove’, alleata del centrodestra e di Ermando Bozza: “la politica non ha saputo interpretare il messaggio dei cittadini che ci chiedevano una svolta decisa”.

L’ex vicesindaco Paolo Bomba (Udc) ha definito la sconfitta una “debacle pesante, per la quale vanno individuate le responsabilità”.

Enio Pavone, liberalsocialista che ha conquistato la poltrona di sindaco di Roseto in quota centrodestra, ha riferito di una “campagna lunga e dura ma affrontata con serenità perché sapevamo di avere la vittoria a portata di mano”.

Il senatore Fabrizio Di Stefano, vice coordinatore regionale del Popolo della libertà ha affermato che “serve una profonda riflessione”. Le responsabilità, secondo Di Stefano, sono attribuibili a tre fattori: “dover governare durante la crisi; la riforma della sanità che ha scontentato alcuni territori e le divisioni interne al centrodestra che, in alcuni casi, hanno scatenato delle vere e proprie faide”.

Per Di Stefano il centrodestra deve ascoltare il “campanello non di allarme ma di attenzione” che deriva dalla tornata elettorale.

Soddisfatto il segretario regionale del Partito democratico Silvio Paolucci “perché il risultato abruzzese si allinea a quello nazionale”. Poi, forse preso dall’emozione per il risultato che premia il Pd per la prima volta da quando è a sua guida, parla per due volte di una voglia di “rinnovazione” in luogo di quella di rinnovamento.

Paolucci affida ai microfoni della Rai regionale anche un invito all’Unione di centro: “l’alleanza Pdl-Udc non paga, invito i centristi a ripensare questo accordo”.  

“Non è una sorpresa, chi ha parlato con i cittadini sapeva del disagio dell’elettorato nei confronti del centrodestra”, è quanto detto, invece, dal senatore Alfonso Mascitelli.

L’esponente dell’Italia dei valori ha detto di essere “contento perché tre città importanti vanno in mano a persone serie e oneste, che dimostreranno anche di essere capaci”. Lo stesso Mascitelli ha lanciato anche una sfida: “è solo il primo tempo della partita, nel secondo puntiamo a riprendere in mano la guida della Regione”.

In ultimo Enrico Robuffo, della segreteria dell’Udc teramano: “ringrazio gli uomini e le donne dell’Udc che hanno dato l’anima in questa campagna elettorale, perché il partito esce dal voto ancora più forte, nonostante gli auspici del Pdl e del Pd che hanno provato a far passare il messaggio dell’inutilità del voto dato alla nostra formazione”.