L’AQUILA – “Cinque anni fa sia Michele Fina che Americo Di Benedetto si candidarono alle primarie per il ruolo di parlamentare, poi le primarie le vinsi io e quindi andai io a candidarmi ad essere eletta in Parlamento”.

Ribadisce la sua importanza all’interno del Partito democratico abruzzese Stefania Pezzopane, lanciando di fatto un chiaro messaggio agli autocandidati alla Camera, i due della “fuga in avanti” Michele Fina, consigliere del ministro uscente della Giustizia Andrea Orlando, e Americo Di Benedetto, consigliere comunale dell’Aquila ed ex candidato sindaco sconfitto al ballottaggio.

La Pezzopane il messaggio in questione lo ha lanciato a margine del lungo congresso cittadino di oggi nel capoluogo d’Abruzzo, nel corso del quale Stefano Albano, segretario uscente, è stato confermato per il secondo mandato.

Dove era presente, tra gli altri, proprio Americo Di Benedetto, reo, insieme all’orlandiano, di aver dato una ‘botta’ politica ai pezzi da novanta dem impegnati a “puntellare” le candidature in vari collegi e sistemi: dal presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, al il consigliere regionale Camillo D’Alessandro, alla stessa senatrice Pezzopane al deputato Tommaso Ginoble.

“Altri esponenti del Pd non si sono autocandidati, ma ieri nell’assemblea provinciale ad alcune persone è stato chiesto di candidarsi”, ha sottolineato la senatrice aquilana.

“E non è problema di giovani e vecchi – precisa poi – visto che Di Benedetto ha 50 anni, Michele Fina 40, dunque parliamo di una generazione matura con alle spalle una lunga esperienza con anche dei passaggi amministrativi. Ci sono delle aspettative: cinque anni fa sia Fina che Di Benedetto si candidarono alle primarie per il ruolo di parlamentare, poi le primarie le vinsi io e quindi andai io a candidarmi ad essere eletta in Parlamento. Questa volta non facciamo le primarie, c’è aperto un dibattito, quindi tutti sono legittimati a candidarsi”.

“Tra l’altro, non sono i soli perché nell’assemblea provinciale di ieri ci sono state anche altre candidature, dal presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, all’ex sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, a Lorenza Panei. Quindi il numero dei possibili candidati è elevato – continua a lanciare messaggi l’esponente dem – Ora il Pd nei suoi organismi regionali e nazionali cercherà di comporre una combinazione che vada più o meno bene e incontro a tutte le esigenze. Ci sono tre nomi per il proporzionale e poi ci sono i collegi uninominali. Fuga in avanti? Mah, Di Benedetto si è autocandidato insieme a Fina, quindi c’è la candidatura. Altri non si sono autocandidati, ma ieri nell’assemblea provinciale ad alcune persone è stato chiesto di candidarsi”. 

“Se farò un passo indietro per fare posto a D’Alfonso? Il problema non è fare un passo indietro: io sono la senatrice uscente e nella quota proporzionale dei parlamentari che possono essere candidati c’è il nome di Luciano D’Alfonso, ma ci sono anche il mio nome e quello di Camillo D’Alessandro. Dove poi si andrà ad operare concretamente, Camera o Senato, si vedrà”, afferma quindi. 

“Ricordo che cinque anni fa Giovanni Legnini (attuale vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura, ndr), ra al Senato e fu trasferito alla Camera. Sono normali organizzazioni di lavoro, quindi non si tratta di fare passi avanti o passi indietro: ci sono i nomi, sono nomi importanti, faremo una bella battaglia e il Pd regionale e il Pd nazionale chiuderanno questa fase di ascolto dove è lecito che si candidino, anzi, io penso che più candidati ci sono e più energie ci saranno in campagna elettorale”, fa notare la Pezzopane. 

“Perché, naturalmente, tutti quelli che oggi si candidano, se poi non verranno candidati perché poi alla fine non tutti potranno esserlo per un problema anche di spazio, comunque faranno la campagna elettorale”, conclude. 

DI BENEDETTO, ”CON LA PEZZOPANE NON C’E’ SCONTRO, SU CANDIDATURE ATTO POLITICO”

“Con la Pezzopane non credo ci sia uno scontro. Noi ieri abbiamo fatto un’assemblea provinciale, con sono degli organi deputati. E c’è un documento della segreteria provinciale, quindi un atto politico, non un atto che ha un percorso formativo pregresso che promana da un’assemblea precedente a quella di ieri. Ci sono state delle disponibilità dichiarate, quindi nulla di particolarmente fuori dall’esigenza di fare delle valutazioni sulla strada migliore da seguire”, le parole ad AbruzzoWeb di Di Benedetto. 

“Dunque non contrapposizione, ma ‘componimento’ di una prospettiva che vede il Partito democratico in difficoltà, quindi le migliori energie devono mettersi a disposizione. Poi ci sono linee differenti di impostazione di un ragionamento. E come sempre in un dibattito politico le strutture apicali decideranno quale sarà la squadra migliore per correre, cercando di capire che si tratta anche di bilanciare le varie esigenze dei territori, evidentemente non solo dell’Aquilano, e di genere. Però il momento del confronto ci serve perché le differenti idee si confrontino. Poi si va alle elezioni e si vede chiaramente qual è la migliore linea politica attuata in base al risultato elettorale”, ha concluso. 

RAPINO, ”AUTOCANDIDATURE NON FRUTTO DI PERSONALISMI, POI VEDIAMO; D’ALFONSO? PREZIOSO PER L’ABRUZZO ANCHE AL SENATO”

“Nella dialettica politica vedo una discussione aperta, giusta, giustificata. Chi ambisce a una candidatura lo deve fare ma non nel segno del personalismo. So perfettamente che le cosiddette autocandidature di questi giorni non sono in quel segno, ma che nascono da un discorso, da una discussione che c’è all’interno del Partito democratico aquilano e abruzzese”, ha detto a questo giornale il segretario regionale piddino, Marco Rapino.

“Quella discussione però ora noi la dobbiamo mettere a sistema per cercare di trovare quella funzionalità nelle candidature sia nel sistema proporzioale che in quello uninominale. D’Alfonso? Mi ha sempre ribadito la sua volontà di restare in Abruzzo. Dunque, dopo il mio incontro con la segreteria nazionale, sta riflettendo se correre per l’Abruzzo e non per se stesso al Senato. Questa cosa non implicherà un valore in meno per gli abruzzesi”, ha aggiunto.

“Ritengo che la possibilità di esprimere una candidatura come quella di Luciano D’Alfonso possa arricchire il panorama dei nostri eletti, ma soprattutto mette in campo una campagna elettorale vera che discuta non solo delle questioni nazionali ma anche delle grandi questioni dell’Abruzzo, dal lavoro che in questi anni è stato fatto per i cittadini della nostra regione”, ha detto infine.