L’AQUILA – “Si è consumato uno dei più squallidi spettacoli che la politica si è regalata negli ultimi tempi. Dopo aver protestato per le scelte illogiche che il tavolo romano voleva imporre all’Abruzzo, il tavolo abruzzese ha utilizzato per ‘ciò che è avanzato’ lo stesso metodo”.

Lo denuncia in una nota l’ex coordinatore provinciale aquilano del Popolo della libertà Gianfranco Giuliante, intervenendo sulla composizione delle liste Pdl in vista delle prossime elezioni Politiche, il primo dal capoluogo a intervenire autonomamente.

“Impolitico, familistico, imbecille! – sbotta – A nessuno sarebbe mai venuto in mente di inserire nei primi 6 posti alla camera, due marsicani, due teramani e due chietini, lasciando scoperto tutto il resto del territorio regionale”.

“Fuori L’Aquila e Pescara… Una scelta che nel contempo punisce il centrodestra e pompa candidature altre, aquilane e pescaresi, fino a ieri contigue al centrodestra e oggi emigrate altrove”, contesta Giuliante.

“Controcorrente voglio fare l’elogio di Razzi per lo stile, il contegno, la moderazione che è riuscito a dimostrare senza protesta alcuna – conclude – nonostante gli avessero comunicato che sarebbe stato in lista insieme a Bocassa, alias Piccone… Uomini di altri tempi!”.

Il riferimento di Giuliante è a Jean-Bédel Bokassa, negli anni Settanta “imperatore cannibale” dell’attuale Repubblica Centrafricana. Un paragone non certo benevolo verso Filippo Piccone.