L’AQUILA – Il medico aquilano Vittorio Festuccia è il primo sfidante ufficiale del sindaco uscente, Massimo Cialente, nelle primarie del centrosinistra che saranno convocate per scegliere il candidato della coalizione alla elezioni dell’Aquila della prossima primavera.

La notizia è stata appresa da AbruzzoWeb proprio nel giorno in cui, in una nota, il Partito della rifondazione comunista (Prc) snobba lo strumento delle consultazioni popolari, spiegando che a oggi sono “uno scontro tra persone piuttosto che una competizione sul progetto”.

Festuccia, ex capogruppo dei Democratici di sinistra in Consiglio comunale, uscito qualche anno fa dal partito in forte dissenso con l’impostazione politica dei vertici, ha sciolto il nodo oggi dopo aver incontrato i rappresentanti di Sinistra ecologia e libertà.

Proprio Sel, nelle passate settimane, aveva contattato Festuccia per sondare la disponibilità, ricevendo come risposta la richiesta di approfondire la questione.

Inizialmente, il progetto era quello di riunire intorno alla candidatura del noto e stimato primario ospedaliero aquilano sia Sel che Rifondazione comunista.

Ma quest’ultimo partito, in realtà diviso su varie posizioni, alla fine proprio oggi ha annunciato lo stand by sulle primarie probabilmente per seguire il progetto, innescato su base nazionale, di un’alleanza con l’Italia dei valori.

Idv che ha già annunciato da tempo che al primo turno correrà da sola con la candidatura a sindaco dell’attuale capogruppo, Angelo Mancini.

Su Rifondazione ha pesato anche l’intervento dei big nazionali, scattato dopo incontri romani di Cialente con Pier Luigi Bersani e di una delegazione del Pd con il responsabile organizzativo nazionale Maurizio Migliavacca.

Da quanto è emerso, la candidatura di Festuccia sarà annunciata ufficialmente in una conferenza stampa nella giornata di sabato.

Con il medico aquilano sarà presente la dirigenza di Sel. Va ricordato che Sel è uscita da oltre un anno dalla maggioranza e dalla Giunta Cialente, in aperta polemica e dissenso con la politica del sindaco, il cosiddetto “cialentismo”.

A dimettersi, sbattendo la porta e accusando duramente il primo cittadino, è stato l’assessore Giustino Masciocco.

A differenza di Sel, pur esprimendo anch’esse a più riprese perplessità e contrarietà, Rifondazione comunista e, soprattutto, l’Italia dei valori sono rimaste saldamente nell’esecutivo, dove figurano rispettivamente Fabio Pelini e Pierluigi Pezzopane.

Oltre alla coerenza appena accennata, Festuccia può contare sull’appoggio di svariati settori della società civile e pescare consensi su ampie frange di contesti politici sia di centrosinistra che di centrodestra.

Nel centrosinistra in testa ci sono i molti malpancisti del Pd che hanno prima osteggiato Cialente e poi “digerito” una candidatura vista anche come imposta da Roma.

È chiaro che Cialente resta il grande favorito, ma almeno la presenza di Festuccia può assicurare primarie vere e non, come si pensava da più parti, scontate, finte, di facciata.

Inoltre, la rottura degli indugi da parte di Festuccia fa entrare nel vivo le manovre per le consultazioni popolari che, nelle passate settimane, erano state persino in dubbio.

Le primarie comunque non sono state ancora annunciate e calendarizzate ufficialmente dal deputato del Pd Giovanni Lolli, nominato da Bersani responsabile della campagna elettorale.

LE PRIMARIE DEL PDL E QUELLE DI RIFONDAZIONE

Il Popolo della libertà aquilano accelera sulle primarie, sull’altro fronte Rifondazione comunista frena.

Il maggior partito di centrodestra annuncia che da domani inizieranno le consultazioni con gli alleati per verificare i margini di un’iniziativa congiunta sul tema. Qualche formazione non ha ancora aderito e, probabilmente, non lo farà: si tratta di Grande Sud, il movimento dell’ex sottosegretario con delega al Cipe Gianfranco Miccichè, e il Movimento per le autonomie. Questi due partiti, infatti, sono già d’accordo sulla candidatura a sindaco dell’Aquila del vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis, senza passare per le consultazioni popolari.

Nello schieramento avversario, invece, Prc non ci sta “a firmare cambiali in bianco” in favore del centrosinistra, che vede schierati da un lato il sindaco uscente, Massimo Cialente, sostenuto dal Partito democratico, dall’altro il primario dell’ospedale San Salvatore Vittorio Festuccia, proposto da Sinistra ecologia e libertà.

Così come sono, dicono Francesco Marola e Goffredo Juchich, rispettivamente segretario provinciale e segretario comunale di Rifondazione, “le primarie rischierebbero di rappresentare, di certo per responsabilità non sue, solo la rilegittimazione del sindaco uscente ottenuta con una forzatura su un quadro politico più che frammentato”.

LE PRIMARIE VISTE DAL PDL…

“Da domani partirà il primo ciclo di consultazioni del centrodestra aquilano dedicato al tema della ricomposizione politico-programmatica delle forze alternative all’attuale amministrazione comunale e favorevoli all’uso delle primarie come strumento per selezionare il prossimo candidato sindaco”.

Lo annuncia in una nota il Popolo della libertà dell’Aquila.

Salvatore Santangelo, che ha avuto dal coordinatore provinciale, Gianfranco Giuliante, il compito di organizzarle e di trovare la più ampia convergenza su questo tema afferma: “In questo momento registriamo una sintonia e un’unita di intenti con gli esponenti del Movimento liberal socialista e con La Destra”.

“A quest’ultima in particolare – afferma Santangelo – va riconosciuto il merito di essere stata insieme a noi la più tenace sostenitrice del metodo delle primarie”.

L’invito a partecipare è stato esteso anche al Movimento per le autonomie e al Grande Sud con l’obiettivo di giungere alla definizione di un programma e di una candidatura comune, ma questi due partiti non hanno ancora aderito.

“La strategia è procedere a cerchi concentrici – prosegue Santangelo – partendo da coloro che vogliono dar voce alla base per giungere ad un coinvolgimento delle altre forze come Fli e Udc, che in Europa hanno come noi in riferimento i valori del partito popolare. Oggi le principali obiezione che si fanno nei confronti delle primarie sono da un lato la delegittimazione dei partiti e dall’altro il poco tempo a disposizione”.

“Alla prima si risponde che l’antipolitica si affronta solo con un processo di rigenerazione della classe dirigente e con nuove forme di partecipazione – conclude Santangelo – alla seconda che il tempo dedicato alle primarie è un tempo utile per raffinare e rendere più forte la proposta programmatica e dare una credibilità certamente diversa al candidato sindaco”.

…E DA RIFONDAZIONE COMUNISTA

“Nel dibattito politico sulle prossime elezioni comunali siamo fermi da tempo al totonomi sulla candidatura a sindaco e ai tatticismi. Noi non ci stiamo. Le prossime elezioni saranno un momento storico per L’Aquila, segnato dal dovere della ricostruzione materiale e sociale, va posta al centro la sfida delle idee e dei programmi, come noi abbiamo cercato di fare fino a oggi”.

Sono queste le affermazioni decise di Francesco Marola e Goffredo Juchich, rispettivamente segretario provinciale e segretario comunale di Rifondazione comunista, che divulgano pensiero del partito attraverso un comunicato stampa, in cui scrivono: “Dobbiamo constatare che allo stato attuale delle cose, senza una seria discussione programmatica alla base, le primarie promosse dal Partito democratico rappresentano uno scontro tra persone, più che una competizione sul progetto e le idee da mettere al servizio della rinascita della nostra città”.

“Andava anteposta la politica alle persone, invece è accaduto il contrario – continuano – Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha proposto la sua candidatura. Sulla stampa il sindaco auspica un confronto vero, ma non ci sembra che ve ne siano le condizioni, a partire dalla frammentazione della coalizione”.

“Vittorio Festuccia – prosegue il comunicato – ha offerto la sua disponibilità per questa competizione, credendo nella possibilità di un percorso di reale partecipazione; lo ringraziamo per il suo impegno generoso, ma a oggi tale potenzialità ci appare sfumata. Le primarie rischierebbero di rappresentare, di certo per responsabilità non sue, solo la rilegittimazione del sindaco uscente ottenuta con una forzatura su un quadro politico più che frammentato”.

“Per noi – puntualizzano Marola e Juchich – le cose sarebbero dovute andare al contrario: non impostare tutto sui nomi ma sui contenuti e sui metodi di governo. Avremmo auspicato il lavoro per l’unità del centrosinistra e sul coinvolgimento dei nuovi movimenti civici, l’ascolto della forte richiesta di discontinuità che proviene dalla società civile, come è successo altrove in Italia, ad esempio a Milano e Napoli”.

E precisano: “È del tutto evidente che non è stato così, il Pd ha chiuso un percorso in tal senso, accodandosi alle pur legittime ambizioni di Cialente. Ci chiediamo come mai questa volta non ci sia l’ombra di una competizione vera con la presenza di molti candidati, come avvenne nelle primarie delle precedenti comunali”.

“Fare le primarie oggi – spiegano – significherebbe sottoscrivere un’alleanza a scatola chiusa, una cambiale in bianco che, per l’altezza della sfida che ci pone il futuro della nostra città, sarebbe da irresponsabili lasciare nelle mani di chiunque. In questo quadro per noi, a oggi, le primarie non sono percorribili. Per questo siamo disposti a discutere con tutti, rimanendo fermi alla necessità di passare per confronto con le nostre battaglie e le nostre idee”.

“Per noi è imprescindibile la discussione di alcuni temi che riteniamo centrali – ed elencano – Deve essere posto fine al regime commissariale verso la direzione della massima partecipazione; l’assistenza alla popolazione deve passare in capo al comune e, superata la fase emergenziale, deve essere calibrata sulle reali possibilità dei cittadini, introducendo criteri che fanno riferimento a condizioni reddituali e patrimoniali; va completamente ridiscussa la filiera della ricostruzione che ha prodotto lo stallo attuale, va ricercato il criterio della ricostruzione a volumetria zero e del minimo impatto ambientale; il patrimonio pubblico, per esempio il complesso di Collemaggio, non va svenduto ai privati, ma va riqualificato e difeso come bene comune; va sostenuta maggiormente la rinascita dell’Università dell’Aquila, per la città e per gli studenti”.

“Va rispettato – continua il comunicato – l’esito referendario sui servizi pubblici, la riorganizzazione delle municipalizzate deve mantenere gestione pubblica e livelli occupazionali; vanno valorizzati i servizi sociali, garantiti i livelli assistenziali essenziali nel rispetto dei contratti collettivi degli operatori. Vogliamo un turismo della qualità ambientale e non impattante; va redatto un piano regolatore comunale sulle cave, le Via vanno estese a tutte le opere impattanti e vanno applicate le nuove norme regionali; no alle grandi opere costose ed inutili, si alla tutela del territorio”.

“Questi – concludono Marola e Juchich – sono solo alcuni, per necessità di sintesi, tra i punti programmatici per noi fondamentali, per cui vogliamo che passi il confronto politico. Su questa base siamo disposti a confrontarci con le tutte forze nel campo del centrosinistra”.