L’AQUILA –  Fratelli d’Italia sceglie la linea di candidati politici e fortemente di area, perciò sono fuori i cosiddetti rappresentanti della società civile: è questa la indicazione emersa dal coordinamento regionale riunito in serata a Chieti per stilare la lista di nomi dei papabili alla presidenza per il centrodestra alle elezioni regionali del 10 febbraio prossimo dopo che il tavolo romano della coalizione, nell’ambito della ripartizione nazionale delle regioni al voto nel 2019, ha assegnato a sorpresa l’Abruzzo al partito della Meloni.

I nomi verranno sottoposti al vaglio del leader nazionale che avrà l’ultima parola, ad inizio della prossima settimana e poi, dopo il placet del vertice, saranno resi noti agli alleati che dovranno condividere, come chiesto da Lega e Forza Italia ancora delusi dallla scelta, con questi ultimi che hanno posto il veto al sindaco dell’Aquila, Pierlugi Biondi, “perché deve continuare a guidare L’Aquila dove il centrodestra governa da 15 mesi” e l’avvocato pescarese Augusto La Morgia “perché è un uomo di centrosinistra”.

I vertici di Fdi, invece, hanno inserito nella lista Biondi che da quanto si è appreso punta decisamente alla scalata, e sul quale crescono le quotazioni, poi i due coordinatori regionali, Giandonato Morra ed Etelwardo Sigismondi, ed ancora Antonio Tavani, coordinatore di Chieti.

In ultimo Guerino Testa, ex presidente della Provincia di Pescara, attuale capogruppo in Comune e candidato all’uninominale alle politiche del 4 marzo scorso, confluito in Fdi dopo le esperienze in Fi e Nuovo centro destra.

Per i vertici abruzzesi è fuori il manager della comunicazione Michele Russo, responsabile nazionale della comunicazione del partito, stimato da Meloni.

Tra i partecipanti alla riunione un po’ tutti hanno mantenuto le bocche cucite: il sindaco dell’aquila ha liquidato il cronista con il classico “no comment”.

Ha parlato invece l’ex assessore regionale Morra che ha confermato quanto trapelato sulle indicazioni di puntare su cavalli politici e di forte appartenenza: “È passato il criterio per il quale il candidato è politico, siccome Pescara non ha ancora fatto la riunione perché il coordinatore provinciale è tornato da un viaggio di lavoro, sul tavolo ci sono i due coordinatori regionali, più Pierluigi e inoltre ha dato una disponibilità Tavani”, ha spiegato Morra.

Il coordinamento di Pescara, ha confermato poi Morra, potrebbe poi indicare Testa, “ma fanno la riunione domani e decideranno”, ha precisato  il coordinatore.

Intanto, per Biondi, che dovrebbe dimettersi da sindaco dell’Aquila entro il 5 ottobre prossimo, secondo rumors filtrati oggi, sembra aprirsi un varco nonostante il veto di Forza Italia.

Amico personale della leader nazionale Giorgia Meloni, il primo cittadino del capoluogo, sta lavorando per aprire un fronte e indedolire il niet, alimentato in particolare dal coordonatore e senatore, Nazario Pagano: innanzitutto, confiderebbe sul fatto che alla fine i consiglieri regionali Lorenzo Sospiri, capogruppo, e Mauro Febbo, solo per ragioni di facciata in buoni rapporti con il parlamentare, ma da anni in “guerra” con lui, lasceranno solo il coordinatore rimettendo in discussione il no degli azzurri, che nella direzione di lunedì scorso hanno posto il veto scon la motivazione che biondi deve continuare ad amministrare la città che governa da poco più di un anno.

Biondi in questo senso può contare su un varco dovuto a rapporti interpersonali che si intrecciano a vecchie e nuove relazioni ma che può confidare anche nelle fratture interne agli stessi azzurri e non solo tra Pagano e Febbo e Sospiri.

Ma intorno al primo cittadino, che proprio oggi a Palazzo Fibbioni ha presentato il suo “Movimento territorio”, con l’annesso “Manifesto dei valori-Aree interne 4.0”, a cui hanno aderito una serie di amministratori locali, si muove anche il sostegno concreto di pezzi di Forza Italia.

Tra le sponde, quella di Piero Carducci, economista braccio destro del sindaco di Avezzano (L’Aquila) Gabriele De Angelis, esponente azzurro da alcuni mesi, a cui ha curato anche la campagna elettorale, dopo aver rotto con il suo precedessore Gianni Di Pangrazio, di cui pure è stato collaboratore.

Su Facebook, dal Movimento per L’Aquila e per le aree interne che fa riferimento allo stesso Carducci, è infatti arrivato un vero e proprio endorsement per Biondi, considerata una vera e propria “opportunità di riscatto” per le aree interne dell’Abruzzo.

Ma il sindaco dell’Aqula potrebbe contare sul sostegno dello stesso Fabrizio Di Stefano, ex parlamentare azzurro che da mesi lavora ad una candidatura per sé stesso ma senza troppe sponde, visto che è inviso dal suo partito e la Lega, alla quale sembrava essersi avvicinato, non lo ha mai benedetto.

Biondi ha infatti un rapporto antico con Di Stefano, con il quale ha collaborato come componente dello staff dell’l’ex parlamentare ai tempi in cui era inquilino dell’Emiciclo, capogruppo di An.

“L’iniziativa nasce dalle sollecitazioni dei sindaci del territorio che, probabilmente, si sono rivolti a me anche per la capacità di percepire i problemi che vive un territorio frazionato come quello dell’aquilano alla luce degli eventi sismici che si sono susseguiti dal 2009, considerata la mia esperienza di sindaco di Villa Sant’Angelo”, ha affermato Biondi presentando oggi il movimento.