L’AQUILA – “In un anno mi sono dovuto difendere non solo dalla sinistra, ma anche dai nostri. Chiodi in primis”.
È questo uno dei punti salienti di un’intervista rilasciata dal presidente dimissionario della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, al quotidiano Il Centro, in cui spiega i motivi che l’hanno portato a una mossa che ha sorpreso molti.
Del Corvo si smarca dal presidente della Regione e invita a fare altrettanto: “A Filippo (Piccone, coordinatore regionale del Popolo della libertà, ndr), chiedo di dissociarsi da Chiodi per tornare a fare politica sul territorio”.
Al governatore viene imputato che “abbiamo aperto un Centro per l’impiego all’Aquila: Cialente non l’ha voluto pagare, la Regione con Chiodi e Gatti se n’è fregata e quindi abbiamo dovuto pensarci noi”.
Quanto allo schieramento con cui vorrebbe scendere in campo per le Politiche, Del Corvo spiega che “prenderò in considerazione solo quelle del Pdl e della Destra” e che “riguardano la Camera dei deputati”.
Non c’entra invece con le dimissioni l’inchiesta su appalti ed escort che ha portato all’arresto di Valter Specchio, direttore generale della Provincia: “Non c’è nessun motivo per collegarlo e non vedo quale sia il problema”.
Non è la prima volta che c’è maretta tra i due: nei giorni scorsi, AbruzzoWeb ha portato alla luce alcune lettere tenute nascoste in cui i due si bombardavano sui fondi per la ristrutturazione di alcune scuole della Provincia, segnatamente quelle marsicane, vicenda che ha dato vita proprio all’indagine che si è conclusa con il caso-Specchio.
In ogni caso, una polemica sconquassante, nella quale si infila agilmente il nemico pubblico di Chiodi, il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, peraltro bersagliato pure lui da Del Corvo: “un’intervista pesantissima, che di fatto apre la sua campagna elettorale”, commenta, aggiungendo che “afferma chiaramente che Chiodi e stato sempre il grande assente sui problemi della città e del terremoto. Finalmente non sono più solo a denunciare ciò”.




