PESCARA – In campagna elettorale per il Senato, Luciano D’Alfonso annuncia che si farà accompagnare da “Bob, il fido megafono”, quello che ha spesso usato per invitare e informare la cittadinanza durante i suoi sopralluoghi.
“Mi metterò alla stanga, metto sul tavolo quello che ho fatto finora, quello che ho imparato, la determinazione accumulata in tanti anni di esperienza”, ha detto il governatore incontrando la stampa nella sala ‘Delli Castelli’ della Regione Abruzzo a Pescara, per spiegare i motivi della sua candidatura al Senato nel listino bloccato del Partito democratico nel collegio unico regionale.
Sull’esperienza come amministratore e i rischi cui ci si espone per risolvere problemi, D’Alfonso ha fatto notare di aver “maturato un giudizio positivissimo sulla magistratura abruzzese, non ho lo stesso giudizio su altre figure sottostanti riguardanti la raccolta degli elementi di accertamento”, espressione che, quindi, sembra riferirsi alla polizia giudiziaria.
Per D’Alfonso, “in un quadro ordinamentale di chi fa un certo tipo di lavoro e chi ne fa un altro, dico che in Italia c’è un ordinamento delle garanzie”.
“Farò valere anche quello che ho appreso da questo punto di vista, lavorerò affinché anche il quadro delle garanzie in Italia migliori – ha concluso – affinché diminuiscano le cantonate, per esempio, perché la paura che si è distribuita anche in questa regione è frutto di un certo tipo di esigenza di safari conoscitivo”.





