L’AQUILA – C’è una curiosità che emerge dall’analisi del voto politico.
Sono solo una manciata i voti che possono essere considerati personali, racimolati dai singoli candidati.
Nel collegio senatoriale uninominale L’Aquila-Teramo, ad esempio, all’ex ministro Gaetano Quagliariello, candidato del centrodestra, dalla coalizione vanno 110.718 voti, ma di questi appena 2.420 sono quelli espressi al solo candidato, di persone cioè che hanno messo la croce espressamente sul suo nome, e non solo su uno dei partiti che compongono la coalizione.
Vale lo stesso per l’ex sindaco dell’Aquila Massimo Cialente del Partito democratico, che può vantare appena 2.889 voti, dei 49.671 complessivi conquistati da candidato uninominale, sul quale convergono i voti dei vari partiti della coalizione di centrosinistra.
Va meglio, invece, alla candidata del Movimento cinque stelle Emanuela Papola, che nonostante sia meno popolare dei primi due e non abbia mai ricoperto ruoli istituzionali, dei 106.963 voti ottenuti, 5.086 sono personali.
Stessa cosa accade alla Camera, dove nel collegio L’Aquila-Marsica-Alto Sangro Antonio Martino può rivendicare appena 1.101 dei 57.125 voti ottenuti dal centrodestra e Lorenza Panei 909 dei 24.354 ottenuti dal centrosinistra.
Al contrario, Giorgio Fedele del Movimento 5 stelle ha avuto 2.395 croci sul proprio nome, rispetto ai 44.755 voti riportati dal movimento. (m.sig.)





