L’AQUILA – Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, non sfrutterà la clausola contenuta nel regolamento regionale del Pd che gli consente di proporsi come competitor del partito alle primarie di coalizione qualora avanzasse la candidatura entro il 20 settembre. E lancia una provocazione: “Pronto a non ricandidarmi per il bene dell’Aquila”.
“Non mi proporrò entro quella data. Credo che non ci siano le condizioni. Credo che sia più importante capire se il centrosinistra possa vincere alle amministrative del 2012”.
Per questo il primo cittadino ha caldeggiato l’ipotesi di commissionare un sondaggio misurare il termometro del gradimento delle due coalizioni: “Conoscevo la norma del regolamento, tra l’altro scritto senza coinvolgere L’Aquila, ed è stata oggetto di una discussione nel partito. Credo che però il punto sia una altro”.
Il sindaco lancia una forte provocazione, diretta probabilmente tanto agli alleati quanto al Governo: “Nei prossimi giorni mi confronterò col Governo perché L’Aquila deve ancora ottenere diverse cose e soldi per il futuro di questo territorio. Se qualcuno pensa che ottenendole potrei sfruttarle per la campagna elettorale lo dico chiaramente: sono pronto a non ricandidarmi per il bene della città, purché L’Aquila ottenga ciò che le spetta. La città viene prima di tutto. Prima di Cialente, di De Matteis, di Liris, di Lolli (nomi che circolano per il totosindaco, ndc)”.
“La cosa che mi lascia di stucco – aggiunge Cialente – è che in un momento così drammatico per il Paese e quindi anche per la città la discussione non è incentrata sul futuro ma su altre sciocchezze, come primarie, piani di ricostruzione che non piacciono e così via. Lo giuro: purché L’Aquila venga messa al centro dell’attenzione sono pronto a tutto, anche a farmi da parte. Perché lo dico chiaramente: anche alla luce di quanto sta accadendo a livello nazionale e locale se all’Aquila vincesse il centrodestra sarebbe un guaio”.
Cialente, infine, lancia un appello anche agli alleati: “Si parla tanto di elezioni e di campagna elettorale, ma di cosa si parlerà? Non vedo attualmente una discussione costruttiva sui contenuti, sulla ricostruzione vera. Pochi sanno che sto aspettando che la proprietà dell’ex aeroporto di Bagno venga trasferita al Comune, per realizzare un grande parco, con strutture per il verde pubblico, una sorta di ‘Bois de boulogne’ (un grande parco parigino). Ancora non arriva, perché?”.
Meno politichese e più fatti concreti su cui confrontarsi: un messaggio forte e chiaro che nel centrosinistra, almeno stando a quanto afferma il sindaco, ancora non viene colto a pieno.
REGOLAMENTO PD: SE SINDACO VUOLE E’ CANDIDATO PD A PRIMARIE
È il regolamento del Partito democratico sulle primarie l’asso nella manica di Massimo Cialente, attuale primo cittadino del capoluogo, la cui candidatura per le prossime amministrative da più parti viene vista in bilico.
Nel regolamento, infatti, viene fissato un termine perentorio entro il quale il sindaco uscenha la possibilità di riproporre la propria candidatura per le elezioni primarie, diventando automaticamente il candidato del partito per elezioni primarie di coalizione di centrosinistra.
“Il sindaco uscente scioglie la riserva circa un’eventuale riproposizione della propria candidatura entro il 20 settembre dell’anno precedente le elezioni” recita il primo comma dell’articolo 5, seguito dal secondo comma in cui è scritto chiaramente: “Qualora il sindaco uscente intenda ricandidarsi, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 2 comma 2 del presente regolamento, egli è proposto alle primarie di coalizione come candidato del Pd”.
Per onor di cronaca vale la pena ricordare come il secondo comma dell’articolo 2 reciti: “Non si svolgono elezioni primarie di coalizione o di partito nel caso in cui, nei tempi prescritti dal regolamento, sia stata avanzata una sola candidatura alla carica di sindaco. Tale candidatura diventa automaticamente quella del Pd alle elezioni”.
Insomma, a Cialente basta dire ufficialmente di voler correre alle primarie del centrosinistra per poter mandare a carte e quarant’otto i piani di quanti, anche a lui molto vicini, stanno lavorando per una candidatura alternativa.
Nell’annunciare lo svolgimento delle primarie, il cui regolamento regionale risale all’11 luglio scorso, il segretario provinciale del partito, Mario Mazzetti, non aveva mai fatto riferimento all’opzione di ricandidatura automatica; né Cialente ha mai citato la norma.
Da oggi Cialente avrà undici giorni per sciogliere le riserve sulla sua decisione: una situazione in cui già si è trovato qualche mese fa, quando si dimise da sindaco. Allora utilizzò tutto il tempo a sua disposizione ritirando le dimissioni solo nell’ultimo giorno utile.
Possibile che Cialente decida di utilizzare per intero il periodo che il regolamento gli assegna e “far pesare” la sua decisione all’interno del partito, spostando equilibri che sembravano già definiti.
Le elezioni primarie per la scelta dei candidati sindaci si dovranno tenere in un periodo compreso tra il 1 novembre e il 30 gennaio precedenti lo svolgimento delle elezioni comunali.






