ROMA – “Qualsiasi decisione prenderemo nei prossimi giorni, la prenderemo insieme”.
Lo ha detto Carlo Calenda nella conferenza stampa con Mariastella Gelmini e Mara Carfagna in cui è stato annunciata l’adesione di queste ultimo ad Azione.
Le due ministre, la prima per gli affari regionali e le autonomie e la seconda per il Sud e la coesione territoriale, hanno lasciato nei giorni scorsi Forza Italia in aperta polemica con il partito di Silvio Berlusconi, ritenuto tra i responsabili della caduta del governo guidato dal premier Mario Draghi.
“Questa destra non vincerà. Non c’è alcuna possibilità che gli italiani cadano nel suo tranello. Non credo vogliano essere declassati da partner di Francia e Germania a partner di Orban”, ha detto il leader di Azione in conferenza stampa. “Noi dobbiamo mettere l’Italia in sicurezza. Non c’è mai stata una situazione di pericolo così grande per l’Italia. Una vittoria di questa destra sovranista e filo-Putin porterebbe l’Italia fuori dalle grandi nazioni europee”.
Quanto alle due ministre presenti in sala, non hanno voluto fare polemiche replicando direttamente a Berlusconi, e hanno preferito tornare sui motivi di incompatibilità con la permanenza in FI: “È stata una scelta
sofferta e ponderata – ha affermato Gelmini – ma di cui sono straconvinta”, mentre Carfagna è stata più diretta, quando ha affermato di avere “la certezza di trovarmi in un partito in cui nessuno si sognerà di tramare con la Russia o con la Cina ai danni del governo in carica”.
In merito alla partita delle alleanze, Calenda ha detto che “a scelta di Azione non è affidata a un sondaggio. Quello che c’è da capire è se una performance migliore sul proporzionale aiuta o meno a fermare la vittoria della destra sovranista. Noi faremo una campagna elettorale sul nostro programma, se ci sarà un’alleanza tecnica sarà nell’interesse dell’Italia”.






