AVEZZANO – “C’è voluta un’ora e mezza, ma alla fine sono riuscito a far valere i miei diritti”.
Un cittadino di Avezzano (L’Aquila) ha segnalato ad AbruzzoWeb la sua personale avventura al seggio elettorale di appartenenza.
“Per queste elezioni, visto che non mi sentivo e non mi sento rappresentato da nessuno, mi sono recato al seggio con l’intenzione di far mettere a verbale la mia volontà, quella di restituire la scheda elettorale dopo aver effettuato la registrazione – spiega – Un mio amico aveva fatto lo stesso al mattino senza alcun problema, c’è la legge a tutelare anche questo diritto. Ecco perché non avrei mai immaginato di trovare una fastidiosissima ‘resistenza’”.
“All’inizio una delle segretarie mi ha liquidato con un poco convincente ‘non si può fare questa cosa’ – racconta il lettore – a quel punto sono andato a parlare direttamente con degli uomini della Guardia di finanza. E sono stato trattato malissimo, come se fossi una specie di ‘malato’, non so come spiegarlo, una sensazione bruttissima. Stessa risposta, comunque: ‘Non si può fare’. Io però ho insistito, non potevo rassegnarmi, ero pronto a denunciare tutti, allora è stata chiamata una signora della presidenza di seggio la quale mi ha dato ragione. ‘Si può fare, è una forma di protesta e un diritto’, mi ha detto, aggiugendo però un avviso a bassa voce, cioè ‘evitare di farsi sentire dagli altri votanti per non causare disagio agli scrutatori'”.
“A quel punto – continua nel racconto il cittadino – viene chiamato il presidente di seggio, il quale, con un sorrisino un po’ strano, conferma che si può fare. Si torna alla scrutatrice che per prima mi aveva ‘stoppato’, viene redarguita, le spiegano cosa fare in questo caso, ma il clima è ormai imbarazzante e particolarmente teso. La scrutatrice, in evidente difficoltà, mi chiede di contattare il mio amico per farsi spiegare come si procede con il verbale, poi chiama altre due persone, credo due sue amiche, che si trovano in seggi fuori Avezzano, le quali le spiegano cosa bisogna fare”.
“Dopo più di un’ora – conclude – sempre in un clima teso, viene redatto il verbale e sul finale la scrutatrice mi chiede, polemica, se fossi consapevole di quello che stavo facendo. Credo sia scandaloso ciò che mi è accaduto. Scandaloso”.
Va specificato che secondo l’Art. 104, comma 5, del Testo Unico delle Leggi Elettorali D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 e successive modifiche:
“Il segretario dell’Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000”.
RIFIUTO O RESTITUZIONE CON VERBALIZZAZIONE DELLE SCHEDE: RIFERIMENTI NORMATIVI
http://www.riforme.info/noschede2008/19-rifiuto-schede/117-noschede-rifnorm:




