PESCARA – “Potere al popolo nasce per riportare la sinistra in mezzo a due schieramenti, centrodestra e centrosinistra, profondamente neoliberisti anche in Abruzzo, dove però la Giunta di centrosinistra a guida Partito democratico di Luciano D’Alfonso, uno che punta a fare il ministro della Toto Holding nel governo di Roma, credo vada considerata come la peggiore della storia della nostra regione”.

Entra nel vivo della battaglia Maurizio Acerbo, ex consigliere regionale oggi segretario nazionale di Rifondazione comunista e candidato di Potere al popolo alla Camera dei Deputati alle prossime elezioni politiche del 4 marzo, con il bagno di folla di domenica scors a Pescara, in piazza Sacro Cuore, per un “comizio su sedia” con i candidati del collegio di Chieti-Pescara, “tutto messo in piedi e convocato in ventiquattro ore”.

“Questo movimento – le parole di Acerbo ad AbruzzoWeb – riattivando un sacco di energie e di entusiasmo non solo tra i militanti dei partiti come Rifondazione conunista, ma anche tra gli attivisti dell’associazionismo. Risponde a un bisogno che c’è, in Italia, di sinistra radicale. E solo i media di regime possono presentare Pietro Grasso, Massimo D’Alema e Pierluigi Bersani considerandoli di sinistra radicale. Mentre  – dice ancora Acerbo – il Partito democratico è il centro che guarda a destra, a Silvio Berlusconi, il Movimento 5 stelle dimostra di non essere quel partito rivoluzionario che prometteva di essere. Potere al popolo., al contrario, vuole un forte rinnovamento e di contenuti. È molto simile a Podemos in Spagna e alla sinistra di Jean-Luc Mélenchon in Francia”.

Inoltre, prosegue il candidato di Pap, “rappresentiamo l’unica lista che, nonostante sia stata oscurata  dai grandi media, è riuscita a raccogliere più del doppio delle firme necessarie per la candidatura, riuscendo ad essere presenti su tutto il territorio nazionale. Nonostante la censura da parte dei media di regime, gli stessi che invece corrono in soccorso, in modo vergognoso, di Emma Bonino per raccogliere i voti che sta perdendo il Partito democratico”.

Acerbo risponde quindi a Marco Rizzo, segretario generale del Partito comunista, che a questo giornale ha accusato i partiti di sinistra di essere “arancioni”.

“Potere al popolo? Non ci interessa, è una lista ‘arancione’ che ha alle spalle il sindaco di Napoli Luigi De Magistris. Lo stesso vale per Liberi e uguali”, ha dichiarato Rizzo.

Secca la risposta di Acerbo: “Rizzo appoggiò nel ’98 il governo D’Alema durante i bombardamenti della Jugoslavia. Non può dare lezioni di comunismo a nessuno, giusto agli smemorati che gli vanno dietro”.

Brutto, ma non è una novità, il giudizio sulla Giunta regionale di centrosinistra guidata dal piddino D’Alfonso, capolista al Senato nel collegio proporzionale con il Pd.

“Siamo di fronte alla peggiore Giunta regionale della storia d’Abruzzo, con tanto di fuga di D’Alfonso a Roma. Una Giunta più a destra di quella precedente guidata da Gianni Chiodi. Purtroppo, D’Alfonso ha potuto fare ciò che voleva perché senza opposizione, in questo senso, infatti, il Movimento 5 stelle non è stato efficace. Ricordo che, quando ero consigliere regionale, riuscivamo a bloccare per settimane il Consiglio contro certi provvedimenti. L’attuale governatore, invece, gioca quasi da solo”.

Sempre D’Alfonso, pescarese come Acerbo, secondo quest’ultimo “porta sulla coscienza, tanto per dirne una, la fallimentare gestione dell’emergenza neve. E poi, come dimenticare il lavoro lobbistico che ha fatto a favore del suo sponsor-amico di famiglia Toto, col quale è andato a Roma a perorare i suoi progetti, senza fare nulla per difendere gli abruzzesi ad esempio dallo strozzinaggio degli aumenti di Strada dei Parchi, che sono in mano al gruppo Toto. E ancora, tagli, tagli e ancora tagli. Non vi è un solo settore in cui non abbia fallito e adesso si permette di alzare la posta in gioco, arrivando ad affermare che va a fare il ministro. Dio ce ne scampi. Lui a Roma vuole andare per fare il ministro di Toto”.

“Credo che il suo – l’ennesimo commento negativo su D’Alfonso – sia un atteggiamento che lo porta ad usare le istituzioni per sé stesso. Un comportamento da censurare per uno che se ne va per tre anni lasciando la Regione di cui è presidente. D’altronde, anche il suo Pd è della stessa pasta, ma non sono affatto sorpreso, visto che avevo ampiamente profetizzato il pericolo rappresentato dalla presidenza D’Alfonso e l’inadeguatezza di suoi metodi. Dovrebbero chiedere scusa agli abruzzesi tutti quelli della presunta sinistra che hanno appoggiato questo personaggio”. 

Dunque, “Potere al popolo nasce anche anche per contrastare questi tipi meccanismo politco”.

“Anche perché – afferma quindi Acerbo – precarizzazione del lavoro, tagli al sociale, tagli alle tasse per i ricchi, voto tutti insieme per il pareggio di bilancio in Costituzione, per i Trattati europei, sono i prodotti di una totale somiglianza di idee tra centrodestra e centrosinistra”.

Sul fronte Euro, Acerbo afferma che “l’alta disoccupazione è un obiettivo scientificamente previsto dalla Commissione europea che varia da Paese a Paese. L’obiettivo è un alto tasso di disoccupazione per tenere bassi salari. E nel frattempo scatta la guerra tra poveri, o la ricerca di capri espiatori di cui è un drammatico esempio quanto accaduto di recente a Macerata. Inoltre, Si conduce un’offensiva nei confronti delle classi popolari, che invece si devono unire per i diritti sanciti dalla Costituzione italiana”.

“Noi di Potere al popolo vogliamo l’abolizione della riforma Fornero, un furto di più di 10 miliardi di euro l’anno a danno dei lavoratori, per cui riteniamo offensivo chiedere la copertura finanziaria mentre si usano i soldi dei lavoratori per le banche. E poi, via il Jobs act, il lavoro deve essere a tempo indeterminato, le forme di flessibilità devono essere eccezioni per particolari esigenze di un’azienda, non la regola. E ancora, un grande piano per l’occupazione. Come si fa con i vincoli europei? La Costituzione italiana viene prima dei Trattati, l’Italia non è tenuta a rispettare i vincoli di Maastricht. È pazzesco che si stia raddoppiando la spesa militare in deroga a quei vincoli”.

Sulla flat tax, “il mio giudizio è negativo, è una misura che va contro la Costituzione italiana. In 25 anni di meno tasse, quante sono le cose che prima erano gratuite che oggi vengono pagate e che sono aumentate?”.

In conclusiosne, “c’è moltissimo da fare: sanità, messa in sicurezza del territorio, politiche sociali. Ci sono enormi esigenze di occupazione, in Italia solo una megera come la Bonino sostiene che bisogna continuare a tagliare la spesa pubblica. Il succo, comunque, è sempre il neoliberismo. Per combatterlo, bisogna tornare al pubblico. A cominciare dai servizi pubblici sei settori strategici, auostrade comprese”.

“Potere al popolo significa democrazia. Non so se Podemos, ma intanto ‘provamos’”, conclude Acerbo.