L’AQUILA – Urne chiuse, parte la conta per sapere chi saranno i nuovi sindaci delle città di Vasto, Lanciano e Francavilla al Mare, in provincia di Chieti, e di Roseto degli Abruzzi (Teramo).

In questi quattro Comuni, gli unici della tornata elettorale del 15 e 16 maggio scorsi con più di 15 mila residenti, si è reso necessario il ballottaggio perché nessuno dei candidati ha superato il quorum del 50 per cento più uno dei voti di chi si è recato ai seggi.

Vince il candidato che ottiene più preferenze.

A Vasto si scontrano Luciano Lapenna, sindaco uscente di centrosinistra, e Mario Della Porta, sostenuto dal centrodestra, dal Terzo polo di Nicola Del Prete e da Massimo Desiati.

A Lanciano la sfida è tra Ermando Bozza, centrodestra, e Mario Pupillo, centrosinistra più il Polo civico frentano (Donato Di Fonzo e Pino Valente).

A Francavilla si contendono la poltrona di sindaco Antonio Luciani, centrosinistra, e Daniele D’Amario, candidato ‘civico’ ma sostenuto anche dal centrodestra, che non è arrivato al ballottaggio.

A Roseto, infine, la conta è tra Teresa Ginoble, centrosinistra, e Enio Pavone, centrodestra.

A Fraine (Chieti), Comune con meno di 15 mila residenti, si vota comunque per il ballottaggio perché il primo turno si è chiuso con un clamoroso risultato di parità (194 a 194).

I RISULTATI

<span style=’VASTO – <span style=’definitivo

Si riconferma sindaco Luciano Lapenna (centrosinistra) che ha preso 12.125 voti (57,87%), lo sconfitto è Mario Della Porta (centrodestra) 8.827 voti (42,13%).

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Mario Pupillo, dopo 18 anni di centrodestra, porta in dono alla ormai ex opposizione il Comune di Lanciano. Grazie anche all’alleanza con il Polo civico frentano raccoglie 12.631 voti (58,19%), lasciando a bocca asciutta Ermando Bozza che, con 9.072 voti, si attesta al 41,80%.

<span style=’FRANCAVILLA AL MARE <span style=’– <span style=’definitivo

Vince Antonio Luciani (centrosinistra) con 7.201 voti (56,24%) su Daniele D’Amario (civico di centrodestra) 5.602 voti (43,75%)

<span style=’ROSETO – <span style=’definitivo

Storica vittoria di Enio Pavone con 6.764 voti (53,81%) che, dopo 37 anni, porta il centrodestra al governo cittadino. Teresa Ginoble (centrosinistra) ottiene solo 6.464 voti (46,18%). 

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Il nuovo sindaco è Vincenzina Di Iorio con 201 voti (50,37%), ha sconfitto Alessio Lalla che ha ottenuto 198 voti (49,62%).

L’AFFLUENZA

Definitivo il dato dei votanti alle 15 di oggi: a Vasto ha votato il 60,59% (primo turno 70,91%), a Lanciano il 66,91% dell’elettorato (primo turno 72,99%), a Francavilla il 60,18% (primo turno 70,16%) a Roseto si è recato alle urne il 67,89% degli aventi diritto (primo turno 74,48%).

Alla chiusura dei seggi, ieri sera, si erano recati a votare il 41,36% degli aventi diritto a Francavilla (primo turno 45,98%), il 47,49% a Lanciano (50,63%), il 47,37% a Roseto (51,51%) e il 41,32% a Vasto (48,31%).

Curiosità: i dati dell’affluenza definitiva a Vasto e Francavilla sono arrivati quasi per ultimi, insieme a quelli di Napoli e Cagliari, città, però, con un numero di sezioni decisamente più elevato.

LE REAZIONI

L’AQUILA – Mea culpa del centrodestra, mentre per il centrosinistra si tratta dell’inizio del cambio della guardia amministrativa in Abruzzo.

Sono queste le reazioni contrapposte degli esponenti dei vari partiti durante lo speciale del Tg3 regionale dedicato alle elezioni.

Per Luciano Lapenna, che si appresta a iniziare il suo secondo mandato di sindaco della città di Vasto, si tratta di un “risultato sudato giunto alla fine di una campagna leale e serena”. “Si tratta – ha aggiunto Lapenna – di una vittoria che va al di là delle aspettative”.

Per lo sconfitto Mario Della Porta la sfida di Vasto rappresentava “quasi una scommessa”. “Sapevo che sarebbe stato difficile – ha dichiarato l’ex magistrato – perché avevo davanti il sindaco uscente”. “Alcuni apparentamenti, poi – ha polemizzato – sono stati solo di facciata, perché il voto raccolto da certe liste è andato in blocco a Lapenna”.

Mario Pupillo, neo primo cittadino di Lanciano, ha sostenuto che la vittoria della sua coalizione esprime “la volontà della città di cambiare”. Un ringraziamento particolare per gli alleati Pino Valente e Donato Di Fonzo, i cui sostenitori “hanno accolto in pieno l’apparentamento”.

Di cambiamento ha parlato anche il consigliere regionale Emilio Nasuti, che ha animato la compagine civica ‘Energie nuove’, alleata del centrodestra e di Ermando Bozza: “la politica non ha saputo interpretare il messaggio dei cittadini che ci chiedevano una svolta decisa”.

L’ex vicesindaco Paolo Bomba (Udc) ha definito la sconfitta una “debacle pesante, per la quale vanno individuate le responsabilità”.

Enio Pavone, liberalsocialista che ha conquistato la poltrona di sindaco di Roseto in quota centrodestra, ha riferito di una “campagna lunga e dura ma affrontata con serenità perché sapevamo di avere la vittoria a portata di mano”.

Il senatore Fabrizio Di Stefano, vice coordinatore regionale del Popolo della libertà ha affermato che “serve una profonda riflessione”. Le responsabilità, secondo Di Stefano, sono attribuibili a tre fattori: “dover governare durante la crisi; la riforma della sanità che ha scontentato alcuni territori e le divisioni interne al centrodestra che, in alcuni casi, hanno scatenato delle vere e proprie faide”.

Per Di Stefano il centrodestra deve ascoltare il “campanello non di allarme ma di attenzione” che deriva dalla tornata elettorale.

Soddisfatto il segretario regionale del Partito democratico Silvio Paolucci “perché il risultato abruzzese si allinea a quello nazionale”. Poi, forse preso dall’emozione per il risultato che premia il Pd per la prima volta da quando è a sua guida, parla per due volte di una voglia di “rinnovazione” in luogo di quella di rinnovamento.

Paolucci affida ai microfoni della Rai regionale anche un invito all’Unione di centro: “l’alleanza Pdl-Udc non paga, invito i centristi a ripensare questo accordo”.  

“Non è una sorpresa, chi ha parlato con i cittadini sapeva del disagio dell’elettorato nei confronti del centrodestra”, è quanto detto, invece, dal senatore Alfonso Mascitelli.

L’esponente dell’Italia dei valori ha detto di essere “contento perché tre città importanti vanno in mano a persone serie e oneste, che dimostreranno anche di essere capaci”. Lo stesso Mascitelli ha lanciato anche una sfida: “è solo il primo tempo della partita, nel secondo puntiamo a riprendere in mano la guida della Regione”.

In ultimo Enrico Robuffo, della segreteria dell’Udc teramano: “ringrazio gli uomini e le donne dell’Udc che hanno dato l’anima in questa campagna elettorale, perché il partito esce dal voto ancora più forte, nonostante gli auspici del Pdl e del Pd che hanno provato a far passare il messaggio dell’inutilità del voto dato alla nostra formazione”.

MELILLA (SEL): ”SI VINCE SE CENTROSINISTRA UNITO”

PESCARA – “In Abruzzo finisce 3 a 1 e poteva finire anche 4 a 0 se si fosse capito che a Roseto il Pd doveva lavorare diversamente negli ultimi anni per ricomporre il centrosinistra su idee amministrative, culturali e politiche condivise a partire da quelle ambientali e urbanistiche”.

Lo afferma il coordinatore regionale di Sinistra ecologia e libertà, Gianni Melilla.

“È straordinario il successo a Vasto e Lanciano – prosegue – dove il centrosinistra unito, dopo primarie partecipate da migliaia di cittadini, ha individuato candidati connotati chiaramente a sinistra e in grado di aggregare altre forze civiche e politiche”.

“È questa la strada da seguire per il futuro: unità del centrosinistra, primarie e innovazione culturale e programmatica. Da oggi – conclude Melilla – in Italia e in Abruzzo ci sono le condizioni politiche e il consenso elettorale per voltare pagina nella tranquillità potente di un vero cambiamento”.