L’AQUILA – Il coordinatore regionale del Popolo della libertà, il senatore Filippo Piccone, “deve andarsene, per quello che ha fatto oggi e per quello che ha fatto ieri: i debiti impagati della precedente campagna elettorale ci costringono a una partita in salita sui media locali, la situazione della Provincia con dirigenti di Celano mandati a L’Aquila è un ulteriore percorso in salita. Il tutto unito all’esclusione dalle liste dell’Aquila e Pescara, scelta a lui riconducibile, la dicono lunga su una inadeguatezza che il Pdl non può continuare a scontare”.
L’attacco è del coordinatore della federazione L’Aquila-Sulmona, Alfonso Magliocco, che accusa Piccone di “mendacio”.
“Affermare che la discussione sulle candidature bisognava farla prima di comporre le liste contraddice la richiesta specifica venuta dalla segreteria regionale di individuare criteri e regole senza indicare direttamente i soggetti da mettere in lista. Così come sono state eluse le richieste delle segreterie provinciali di rappresentare nelle liste tutti i territori della Regione”, spiega Magliocco.
“L’opportunità di ‘non fare nomi’ ha visto il presidente Gianni Chiodi (al quale può essere chiesto riscontro) come uno dei maggiori sostenitori di tale metodo – aggiunge Magliocco – Mentire in modo così spudorato non aiuta a superare il momento difficile, così come affermare ‘una volta chiuse le liste si dovrebbe lavorare tutti insieme per vincere le elezioni’ (dichiarazioni rilasciate alla stampa odierna, ndr) dopo aver perpetrato uno scempio pretendendo che non ci debba essere reazione, la dice lunga sulla malafede di chi è responsabile di liste concepite in questo modo”.
“Affermare poi che di ciò si dovrà parlare all’interno del partito ma evitare, contestualmente, la convocazione della segreteria regionale, pure da più parti richiesta, rientra nella logica di chi vuole mettere a reddito la furbizia in danno della verità”, conclude l’esponente aquilano del Pdl.
Viene smentito, così, l’ottimismo di Piccone, che in mattinata si era detto convinto di riuscire a ricucire con la fronda interna, in particolare quella di aquilani e pescaresi rimasti esclusi dalle liste.
PICCONE: “PDL SARÀ COMPATTO”
“Rappresenteremo gli interessi dei territori delusi dalle scelte per le candidature cercando di riequilibrare le rappresentanze e le forze in campo. Alla fine il Pdl sarà compatto”.
Lo ha detto il coordinatore regionale del Popolo della libertà, il senatore uscente Filippo Piccone, capolista alla Camera dei deputati, nel fare il punto sull’operazione ricucitura dopo gli strappi e le polemiche divampati all’Aquila e Pescara a causa della esclusione di rappresentanti delle due città da posizioni utili nelle liste per le elezioni politiche dei prossimi 24 e 25 febbraio.
“In Abruzzo, rispetto ad altre regioni anche più grandi, siamo più alti della media nazionale – ha continuato Piccone – e questo grazie al lavoro di tutti, a partire dal presidente della Giunta Chiodi”.
“Ci stiamo confrontando per ricucire ogni strappo e delusione provenienti dai territori, comunque in parte fisiologici – ha concluso il coordinatore del Pdl – all’atto delle scelte per le candidature”.





