CAMPLI – È terminato il funerale della piccola Elena Petrizzi, 22 mesi, morta dopo 3 giorni di coma per edema cerebrale dopo essere stata dimenticata in auto dal padre.
La funzione, alla quale hanno partecipato oltre 500 persone, si è conclusa dopo quasi due ore. Ad attendere la piccola bara bianca all’uscita della chiesa di Santa Maria in Platea tantissimi palloncini bianchi e gialli che sono stati liberati in aria non appena il feretro ha varcato la porta della chiesa.
Un lungo applauso e le campane a festa hanno poi accompagnato i genitori di Elena e i parenti più stretti nelle rispettive auto, in attesa della partenza del carro funebre.
Gli amici di Lucio Petrizzi e Chiara Sciarrini hanno organizzato un servizio d’ordine con i volontari della protezione civile di Bellante e Corropoli, i volontari della Croce Rossa di Campli e alcuni bodyguard privati della ‘Phoenix Security’ per “garantire – ha spiegato uno degli amici della coppia – un minimo di privacy in questo momento di dolore a Lucio e Chiara”.
UN APPLAUSO ACCOGLIE IL FERETRO
CAMPLI – Un lungo applauso ha accolto il feretro della piccola Elena, la bimba di 22 mesi dimenticata in auto a Teramo e morta dopo tre giorni di coma, all’arrivo nella chiesa di Santa Maria della platea a Campli (Teramo), dove sta per cominciare il funerale.
Diverse centinaia di persone si sono raccolte davanti al duomo del paese per partecipare alla funzione.
Tanti i fiori, i palloncini colorati e i messaggi portati per ricordare la piccola e renderle l’ultimo saluto.
Imponente il servizio d’ordine con decine e decine di uomini tra carabinieri, vigili urbani, corpo forestale dello stato, protezione civile e personale della croce rossa.
In paese, accogliendo l’invito del sindaco, che ha decretato per oggi una giornata di lutto cittadino, i commercianti hanno abbassato le saracinesche e le attività si sono fermate.
OLTRE 500 PERSONE AI FUNERALI
Alla funzione che si è svolta nella chiesa di Santa Maria in Platea di Campli (Teramo) hanno preso parte oltre 500 persone che hanno atteso il feretro nella piazza principale del paese. Piazza Vittorio Emanuele è presidiata dalle forze dell’ordine, dai volontari della Croce Rossa, dalla Protezione Civile e da alcuni bodyguard che svolgono servizio di sicurezza privato.
Gli amici di Lucio Petrizzi e Chiara Sciarrini, genitori di Elena, hanno formato un cordone all’arrivo del feretro in piazza, intorno alle 10.30, per impedire a cameraman e fotografi di filmare e scattare fotografie al momento dell’ingresso in chiesa.
Le campane hanno suonato per 10 minuti, dopo di che sono state aperte a tutti le porte della chiesa, precedentemente chiuse e presidiate da 4 bodyguard e alcuni volontari. Il parroco della chiesa di Santa Maria in Platea, don Antonio Mazzitti, ha vietato l’ingresso a telecamere e fotografi.
Sono presenti al funerale il rettore dell’università di Teramo, Rita Tranquilli Leali, il sindaco di Campli, Gabriele Giovannini, le maestre dell’asilo nido che frequentava la piccola Elena e tantissimi amici della coppia Petrizzi. In segno di lutto sono state abbassate le saracinesche dei negozi del centro di Campli dalle 10 in poi.
IL PARROCO DURANTE L’OMELIA: “DIO HA PRESO IN BRACCIO QUESTA BAMBINA”
CAMPLI – “Dio ha preso in braccio Elena, questa piccola creatura. Chissà che grande luce splenderà nel cuore di Lucio e Chiara”.
È un passaggio dell’omelia del parroco della chiesa Santa Maria in Platea, don Antonio Mazzitti, che ha presieduto i funerali della piccola Elena Petrizzi.
“L’incidente è un fatto umano, non battete le mani per dare un sollievo a papà e mamma?”, ha detto il sacerdote invitando i genitori di Elena, Lucio Petrizzi e Chiara Sciarrini, a salire sull’altare per accendere una candela e deporre un vestitino bianco sulla bara della figlia. Un lungo applauso ha accompagnato i genitori di Elena, che hanno partecipato alla funzione nella chiesa di Santa Maria in Platea seduti alla destra della piccola bara bianca.
“Prima della resurrezione c’è la croce, non dimenticatelo, ditelo ai vostri figli”, ha aggiunto il sacerdote che per tutta la celebrazione ha parlato con la voce rotta dalle lacrime, ricordando che i genitori “hanno donato gli organi” della piccola e che “tre bambini vivono grazie a loro”.
MESSAGGI AI GENITORI: “POTEVA SUCCEDERE A TUTTI”
CAMPLI – “Quello che è successo a Lucio, poteva succedere a ognuno di noi: ora bisogna trovare la forza per accogliere la sorellina di Elena”.
È un passaggio della lettera che una mamma ha letto poco prima della fine del funerale di Elena Petrizzi a nome di tutti i genitori dei bambini che frequentano l’asilo nido ‘Pinocchio’ di Teramo, l’asilo che Elena frequentava.
“Lucio, non darti colpe che non hai: Chiara e la sorellina di Elena hanno bisogno di te, della tua forza, siete due genitori meravigliosi, troverete la forza di ricominciare illuminati dalla luce di una nuova vita (Chiara Sciarrini è incinta di una bambina, all’ottavo mese di gravidanza, ndr)”, ha detto la mamma.
“Siete persone splendide e grandi genitori – ha detto una delle maestre dell’asilo nido ‘Pinocchio’ – nonostante il momento di angoscia avete dato vita e speranza ad altri bambini”, ha detto la maestra leggendo la lettera diffusa ieri tramite le agenzie e riferendosi alla decisione dei genitori di Elena di donare gli organi della figlia.
L’ultimo intervento è stato del preside della facoltà di Veterinaria dell’università di Perugia, Fulvio Marsilio.
“Tornate presto tra di noi – ha detto il preside della facoltà dove lavorano Lucio Petrizzi, docente, e Chiara Sciarrini, ricercatrice – la vita ci dà tanto e poi può toglierci tutto”.
Lucio Petrizzi è “un esempio da imitare e da seguire di cui non potremmo fare a meno, indispensabile alla nostra formazione di futuri medici veterinari e altrettanto indispensabile per i pazienti dei quali si occupa quotidianamente”, scrivono alcuni alunni della facoltà di Veterinaria dell’Università di Teramo.
“La persona eccezionale che tutti noi stimiamo per la sua manifesta umanità e disponibilità – aggiungono – potrà avvalersi sempre del nostro appoggio, lo stesso che a noi non è mai mancato e del quale abbiamo sempre ‘approfittato’ con enorme fortuna e giovamento”.
CENTRO STUDI SULL’INFANZIA PROPONE DIPARTIMENTO SU INCIDENTI BAMBINI
PESCARA – Nella giornata dei funerali della piccola Elena, il Centro Studi sull’Infanzia “don Silvio De Annuntiis” di Scerne di Pineto, in provincia di Teramo, propone una nuova strategia per proteggere i bambini dagli incidenti e annuncia l’avvio di uno specifico Dipartimento di Studi sul fenomeno.
“Il nostro Paese – ha dichiarato Andrea Bollini, direttore del centro di Scerne – dovrebbe investire di più sulla prevenzione di tali incidenti attraverso un’apposita legge e con specifiche azioni, come è già stato fatto in 31 Stati americani”.
“Infatti, il bambino dimenticato in auto – prosegue Bollini – è una tipologia di incidente che può essere prevenuta attraverso: un sistema di promemoria utile a segnalare al genitore la presenza del bambino in auto (portachiavi intelligenti, peluche da posizionare sul seggiolino e da collocare al posto anteriore vicino al guidatore quando il seggiolino è occupato dal bambino); l’installazione obbligatoria di sensori sui seggiolini che suonano l’allarme alla chiusura dei sportelli dall’esterno, qualora occupati dai bambini; la ridefinizione di norme del codice della strada sul posizionamento dei seggiolini di protezione”.
SINDACO CAMPLI: “UNA FATALITA’, ORA STIAMO VICINI ALLA FAMIGLIA”
TERAMO – “È stata una fatalità, può succedere a tutti, è un problema dei tempi odierni, con il correre sempre e lo stress”.
Lo ha detto, parlando con i giornalisti al termine dei funerali della piccola Elena Petrizzi, il sindaco di Campli (Teramo), Gabriele Giovannini, sottolineando che “si tratta di una tragedia che ha coinvolto tutta la comunità camplese”.
“Eravamo tutti commossi e scossi – ha aggiunto – l’intera chiesa era in lacrime. In questi giorni ho ricevuto tante telefonate di persone che mi dicevano ‘è successo anche a me, ho lasciato i bambini a scuolà. Probabilmente ci sono dei black-out per cui ci si scorda di determinate cose”.
“Chiara e Lucio – ha proseguito il primo cittadino – vivono a Pagannoni, una frazione di Campli. Io non li conosco direttamente, ma è una famiglia per bene. Speriamo che si torni nel più breve tempo possibile alla vita normale”.
“Il tempo li aiuterà, poi ci faremo sentire con loro – ha concluso – per dimostrare il nostro calore e quello di tutta la comunità abruzzese e nazionale”.





