L’AQUILA – Un aquilano vola alto nei cieli dell’editoria italiana in una inarrestabile azione industriale “controcorrente” nel settore della carta stampata, in flessione rispetto alla crescita del web: il 56enne manager Alberto Leonardis, con il suo Gruppo Sae, ha acquisito anche lo storico quotidiano La Nuova Sardegna, potenziando ulteriormente la scuderia di testate regionali. Il “colpo” arriva dopo gli acquisti della Gazzetta di Modena, la Gazzetta di Reggio, della Nuova Ferrara, della Gazzetta di Carpi, e de Il Tirreno. Leonardis, presidente e ad del gruppo Sae, aggiunge così un altro tassello, con una acquisizione prestigiosa di una testata peraltro in grande salute, ad un ambizioso e innovativo progetto imprenditoriale ed editoriale.
Come le altre testate, anche La nuova Sardegna è stata acquisita dal gruppo Gedi news network (ex gruppo L’Espresso) di John Elkann, che ha come ammiraglia il quotidiano La Repubblica. Negli anni scorsi, Leonardis, una lunga carriera come manager pubblico e privato, era stato ad del quotidiano d’Abruzzo il Centro, dopo aver gestito la operazione di acquisto, sempre dal gruppo Gedi.
Prosegue dunque la innovativa e coraggiosa strategia della Sae spa, fondata su iniziativa di Leonardis a luglio del 2020, con sede a Piombino e che dà lavoro a ben 167 giornalisti art. 1 e 60 poligrafici e amministrativi e che ha un fatturato di 50 milioni di euro: ovvero la creazione di un network di testate locali, di un Centro di produzione di contenuti e sviluppo format tv, sul modello del colosso americano Netflix. Questo, riconvertendo i suoi interpreti e il comparto della carta stampata, che da tempo soffre soprattutto per l’avanzata del web.
“Crediamo molto nel progetto editoriale che si basa sull’acquisto di testate giornalistiche locali per costruire un importante gruppo italiano con presenze nei vari territori – spiega Leonardis -. Quella che era una scommessa sta dando ottimi risultati sia in termini produttivi che economici. Non solo abbiamo risanato ma invertito la tendenza. E con la nuova Sardegna abbiamo acquisito una testata storica e in buona salute. Continueremo su questa linea attuando un’azione di ampliamento delle competenze e dei progetti della carta stampata con la quale stiamo dimostrando che il settore è vivo ed ha futuro. Tutto ciò è possibile grazie alla disponibilità dei giornalisti che si sono messi a disposizione per il nuovo corso – conclude il manager.
L’annuncio del passaggio di consegne, come riferito da questa testata, era stato fatto già a fine ottobre, il passaggio ufficiale è avvenuto invece alla mezzanotte del 31 gennaio negli uffici della nuova società, a Cagliari, dove hanno sede la redazione e l’amministrazione del giornale. Sae Sardegna, articolazione del gruppo Sae, sarà azionista di controllo, affiancato da un importante parterre di soci di minoranza, che sono stati confermati: Fondazione di Sardegna, Depafin, riconducibile all’ingegnere Maurizio De Pascale, presidente della Camera di Commercio di Cagliari e Oristano, e Abinsula, società di informatica di Sassari. Fondazione di Sardegna, presieduta da Antonello Cabras, è tra le più importanti fondazioni che partecipano a Cassa Depositi e Prestiti, ed è una realtà di grande rilevanza nell’isola.
Confermato alla direzione della Nuova Sardegna, Antonio Di Rosa, Alberto Leonardis è presidente della newco.
L’ambizioso progetto si amplia e cresce ancora visto che tra le altre cose la operazione Nuova Sardegna ha anche risvolti economici di rilievo. Ma i successi lavorativi non hanno allontanato Leonardis dalla sua città a cui è rimasto molto legato: figlio di Giovanni, indimenticato primario anestesista aquilano, il 56enne è un imprenditore versatile e dagli importanti risultati: dopo prestigiosi incarichi sia nel pubblico sia nel privato, ha fatto il suo ingresso nel mondo dell’editoria nel 2016, con l’acquisto dal gruppo L’Espresso, del quotidiano abruzzese Il Centro, in società con Cristiano Artoni, distributore del giornale, che ha poi ceduto il suo pacchetto azionario ai suoi due compagni di cordata, il costruttore aquilano Luigi Palmerini e l’imprenditore re delle cliniche private Luigi Pierangeli, titolare della tv privata Rete 8. Nel 2018 però Leonardis è uscito dalla società. Tra le sue azioni più importanti in Abruzzo l’aver promosso l’arrivo nel Tecnopolo d’Abruzzo dell’Aquila, della multinazionale cinese Zte, operante nel settore strategico del 5g.
Da metà dicembre 2020 ha varato dunque l’avventura del Gruppo Sae, nella cui compagine ci sono la società di telecomunicazioni e informatica Atlante srl, dell’abruzzese Davide Cilli. Suoi soci in Sae sono con il 27,69% Toscana Sviluppo 2.0, srl del costruttore Maurizio Berrighi, con il 23,86 Masini & Santini Distribuzione, distributore di giornali e riviste per la provincia di Livorno, Pisa e Grosseto, con il 18,46% ciascuno l’azienda informatica Nextaly srl e Portobello spa, azienda attiva nel retail, nel franchising e nell’advertising. A seguire con quote minori Almi srl, società di cui sono proprietari Leonardis e la moglie Michela Malinici, Atnext srl, Brio Consulting srl, e Zona Franca Edizioni srl, quest’ultima una società editrice nata nel 2014 che edita riviste di scienza e misteri, ufologia, pesca, orologeria
Nel luglio di quest’anno Leonardis è entrato nel consiglio generale della Fieg, la Federazione italiana editori giornali, e acquisita anche La Nuova Sardegna, il manager aquilano sta lavorando ad un nuovo assetto, che prevede una holding del Gruppo Sae con nuova sede a Milano, in via largo Settimio Severo. Inoltre, l’intenzione è quella di consolidare la propria presenza in Toscana, in particolare a Firenze, con una edizione fiorentina de Il Tirreno, con propria sede e redazione. A proposito della testata toscana, alla direzione da alcuni mesi è stato nominato il giornalista aquilano Luciano Tancredi. Insomma, ancora grandi iniziative per un progetto ambizioso. Filippo Tronca






