L’AQUILA – Programmare il futuro economico di un territorio, gettare le basi per valorizzare le vocazioni e le peculiarità di un’area tanto vasta quanto in difficoltà, avviare un confronto serrato con le Istituzioni.

Sono solo alcuni degli obiettivi degli “Stati Generali dell’Economia e del Lavoro” della provincia dell’Aquila, che si svolgeranno il 16 ottobre prossimo nel capoluogo, convocati per la prima volta dopo l’incontro del 31 agosto scorso tra il presidente della Camera di Commercio dell’Aquila, Lorenzo Santilli, associazioni delle categorie produttive, le rappresentanze sindacali ed i rappresentanti dei consumatori.

“Sarà un confronto tra tutti i protagonisti del mondo economico e produttivo del territorio provinciale per capire quali sono le prospettive di rilancio e sviluppo, quali sono le possibili strategie da attuare per incentivare il mondo dell’impresa, valutare su quali assi strategici puntare per il futuro”.

Il tutto in un’epoca di crisi congiunturale regionale, nazionale e internazionale tra i più complessi della storia: “Ci rendiamo conto che per attuare politiche di crescita è un momento difficile, la crisi si fa sentire, eccome. Però, al contempo, la convocazione degli stati generali è un evento eccezionale perché siamo in un momento eccezionale, nel quale è comunque possibile attuare politiche di sviluppo per le imprese”.

Cosa voglia dire “politiche di sviluppo” Santilli lo spiega con un concetto semplice ma al tempo stesso incisivo: “Chi vuole e può investire deve conoscere quali sono gli obiettivi di un territorio. E questo è possibile solo attraverso un’attenta e duratura programmazione. Cosa si vuole fare in quest’area? Puntare sul turismo? Benissimo: allora bisogna avviare politiche serie per l’accoglienza, l’enogastronomia, la ristorazione. Si vuole puntare sulla ricerca? Va bene lo stesso, ma occorre creare le condizioni per potenziare i centri di eccellenza già esistenti e favorire la nascita di nuovi. Non è più il tempo di portare avanti scelte autonome, slegate l’una dalle altre”.

Una commissione tecnica è già al lavoro per la redazione di un documento tecnico che gli Stati generali proporranno alle Istituzioni “dalle quali ci aspettiamo un confronto serrato e fruttuoso”.

In un contesto così complicato come quello della provincia dell’Aquila non si può non fare a meno di pensare come il terremoto abbia influito sul peggioramento di una situazione di per sé già poco rosea anche prima del 6 aprile 2009.

“Gli stati generali riguarderanno l’intera provincia aquilana. All’Aquila, dove per forza di cose delle importanti somme di denaro sono arrivate e arriveranno ancora non si riesce a mettere in moto un meccanismo virtuoso per la ripresa economica. La zona franca? Può essere un’opportunità ma non è la panacea di tutti i problemi”. (g.a.)