L’AQUILA – “Il nostro amato Pluto se n’è andato”.

Così sulla pagina Facebook “I cani dell’Aquila” il triste annuncio della morte del cane simbolo dell’Aquila, al quale in tanti si erano affezionati.

Presenza fissa a tutti gli appuntamenti pubblici, dalle assemblee cittadine nell’immediato post-terremoto agli eventi istituzionali, il meticcio ha “accolto” anche il premier Matteo Renzi, martedì scorso fuori l’auditorium del Parco.

“Era ‘Ju cane’ per antonomasia dell’Aquila, detto anche ‘Il sindaco’ per la sua abitudine di presenziare a tutte le più importanti manifestazioni cittadine, dalle processioni ai raduni alle parate, che guidava con orgoglioso presenzialismo”, ricordano gli animatori della pagina sul popolare social network.

Il centro storico lo ha visto per molti anni libero e padrone delle strade, anche dopo che il terremoto ha spopolato la città. Pluto era però ormai vecchio e da alcuni mesi le sue condizioni fisiche erano molto precarie.

Alla neoplasia ossea che si era manifestata già da qualche anno, visibile anche nel rigonfiamento delle zampe anterioriv si erano aggiunti problemi articolari e neurologici. Già nello scorso settembre, un generale decadimento delle sue condizioni di salute aveva fatto temere il peggio.

Per questo, da mesi Pluto era seguito con particolare attenzione e accudito con amore e dedizione: imboccato per farlo mangiare, controllato più volte al giorno nei suoi ormai brevi spostamenti, monitorato periodicamente dal veterinario della Asl, sottoposto alle cure necessarie per alleviare i suoi disturbi.

Due giorni fa, rende noto la pagina “I cani dell’Aquila”, il suo stato è improvvisamente e drasticamente peggiorato: a causa di un’ulcera alla bocca e probabilmente alla diffusione della neoplasia di cui soffriva, non riusciva più a nutrirsi e nemmeno a bere. Ricoverato al canile sanitario della Asl, il veterinario responsabile, che pure lo ha sottoposto a cure e reidratazione, non ha potuto far altro che constatarne lo stato già agonico.

Pluto si è addormentato senza soffrire.