ROMA – È morto a 94 anni Giulio Andreotti, l’ultimo protagonista dell’intero corso della vita della Repubblica italiana dal 1945 a oggi.
Il senatore a vita si è spento oggi alle 12.25 nella sua abitazione romana. Lo hanno reso noto i suoi familiari.
Andreotti è stato uno dei principali esponenti della Democrazia Cristiana. È sempre stato presente dal 1945 in poi nelle assemblee legislative italiane: dalla Consulta Nazionale all’Assemblea costituente, e poi nel Parlamento italiano dal 1948, come deputato fino al 1991 e successivamente come senatore a vita.
È stato sette volte presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana, un record. E ha ricoperto più volte numerosi incarichi di governo, sfiorando l’ultimo nel 2006 quando, a 87 anni, fu candidato dal centrodestra alla presidenza del Senato anche se poi la spuntò l’abruzzese Franco Marini.
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per concorso esterno esterno in associazione mafiosa della Corte d’Appello di Palermo, reato tuttavia estinto per prescrizione.
Con la morte di Andreotti resta un solo padre costituente in vita, Emilio Colombo.
PAGANO: “MUORE STATISTA VERO E PRAGMATICO”
“Con la morte di Giulio Andreotti scompare un autorevole protagonista della nascita della Repubblica italiana. È stato uno statista vero e pragmatico, che ha costruito la storia politica e istituzionale del nostro Paese”.
Così il Presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Nazario Pagano, nel messaggio inviato per la morte del senatore a vita Giulio Andreotti.
“Andreotti ha avuto un forte legame con l’Abruzzo: ricordo le sue partecipazioni alle iniziative del mondo universitario e cattolico della nostra regione, spinto anche dall’amicizia con l’ex arcivescovo di Chieti-Vasto, Vincenzo Fagiolo. In particolare – dice ancora Pagano – Andreotti era affascinato dall’immagine sacra del Volto Santo di Manoppello”.
“In questo triste momento – conclude Pagano – desidero esprimere alla famiglia il mio cordoglio personale e dell’Assemblea regionale abruzzese”.






