L’AQUILA – Maria Pia Casilio, attrice caratterista tra le più valide e longeve della commedia all’italiana, con oltre 150 film all’attivo, si è spenta a Roma all’età di 76 anni.
Era nata all’Aquila il 5 maggio del 1935 e aveva debuttato giovanissima nel cinema ottenendo un immediato successo nel ruolo della giovane servetta del vecchio professore nel drammatico Umberto D. (1952) di Vittorio De Sica.
Conosciuta dai più come ‘Elvy’, la fidanzatina di Alberto Sordi in Un americano a Roma, fu scoperta da Vittorio De Sica che la scelse per il suo capolavoro neorealista Umberto D..
Seguirono poi Pane Amore e fantasia, Pane amore e gelosia, Totò e il medico dei pazzi, Totò Peppino e i fuorilegge, Totò a colori, Totò Story, la commedia musicale di Garinei e Giovannini La padrona di Raggio di luna, I pappagalli con Aldo Fabrizi, Racconti Romani con Giovanna Ralli, e tanti altri fino ad arrivare a Noi uomini duri con Renato Pozzetto ed Enrico Montesano, e il cameo in Tre uomini e una gamba con Aldo Giovanni e Giacomo.
Recentemente era stata ospite su Rai 2 alla trasmissione di Carlo Conti I migliori anni. La Casilio era famosa soprattutto per le sue caratterizzazioni di ragazza di provincia dal viso grazioso, i modi spiccioli e la voce nasale.
Apprezzata per le sue doti di attrice brillante, aveva interpretato poi una serie di celebri commedie di Comencini, Mattoli, Steno e di tanti altri grandi registi.
Nonostante una fortunata esperienza in Francia (Teresa Raquin, 1953), la Casilio non è riuscita però mai del tutto ad affrancarsi dai ruoli di comprimaria, che pure ha interpretato con squisita vivacità. Vittorio De Sica la vorrà ancora nei film Stazione Termini (1953), con Montgomery Clift e Jennifer Jones, Il giudizio universale (1961) e Lo chiameremo Andrea (1972).
Dalla metà degli anni ’60 Maria Pia Casilio aveva abbandonato lo schermo, salvo sporadiche apparizioni, per dedicarsi alla famiglia: aveva sposato infatti il grande doppiatore Giuseppe Rinaldi, e da questa unione è nata la figlia Francesca, anche lei attrice. Anche la Casilio si è poi dedicata saltuariamente al doppiaggio.



