ROCCARASO – È abruzzese uno dei militari feriti nell’attentato in Afghanistan costato la vita ieri mattina ad un militare italiano, David Tobini  di Roma, 28 anni compiuti di due giorni fa e in forza al 183 reggimento paracadutisti “Nembo” di Pistoia.

Il ferito si chiama Simone D’Orazio, 28 anni, originario di Roccaraso (L’Aquila) e, secondo quanto riferito dal ministro della Difesa Ignazio La Russa “le sue condizioni sono critiche ed è in pericolo di vita”.

D’Orazio sarebbe già stato sottoposto a intervento chirurgico presso l’ospedale militare americano di Kandahar.

Da Pistoia, dove ha sede il 183^ reggimento paracadutisti Nembo (attualmente in Afghanistan con circa 360 uomini), confermano quanto affermato da La Russa e le sue condizioni anche se ancora gravi sarebbero stabili.

NELL’ESERCITO DA DIECI ANNI

Il militare abruzzese si è arruolato nel 2001 e fa parte del 183/o Battaglione Nembo del Reggimento Folgore di stanza a Pistoia.

La sua prima missione risale al 2005 in Sudan, mentre nel 2007 il caporal maggiore è stato in Libano; quella in Afghanistan è la sua terza missione.

Il suo rientro in Italia era previsto tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre.

IL TERZO FERITO

A Pistoia, dove abita da 14 anni, rientrerà nei prossimi giorni l’altro militare ferito in modo lieve, Francesco Arena: “è rimasto ferito a un braccio” dice il tenente colonnello Maurizio Zanchi, comandante reggente della caserma Marini, che conferma anche il rientro della salma di Tobini già fissato per mercoledì 27 luglio, alle 10, a Ciampino.

I tre militari sono partiti per l’Afghanistan in scaglioni diversi che dal marzo scorso hanno visto avvicendarsi i paracadutisti del 183/o Nembo.

I militari stavano partecipando ad una attività congiunta con forze afgane nella valle del Murghab (provincia di Badghis). Lo rende noto lo Stato Maggiore della Difesa.

IL MINISTERO DELLA DIFESA A ROCCARASO

Il ministero della Difesa ha inviato a Roccaraso il nucleo di supporto psicologico per i familiari del militare ferito.

Il fratello Luca studia ingegneria all’Aquila, mentre la sorella Manuela gestisce un noleggio di sci alla base degli impianti di risalita dell’Ombrellone.

“Non era la prima volta che andava in missione – sottolinea il fratello – anche se questa volta era restio a partire”.

Il padre di D’Orazio è morto due anni fa per una grave malattia.

VICINANZA DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE ALLA FAMIGLIA D’ORAZIO

Da questa mattina la casa di piazza dei Giochi della Gioventù di Roccaraso è meta di pellegrinaggio, anche il sindaco Francesco Di Donato è andato di persona a dare il proprio sostegno morale alla famiglia D’Orazio.

“Siamo tutti vicini a Simone – ha detto – in questo particolare momento per la nostra comunità. Lui è forte e siamo convinti che ce la farà”.

“Apprendiamo con sgomento dell’ennesimo attentato che ha colpito i nostri militari in Afghanistan a causa del quale è caduto il caporal maggiore Tobini ed è rimasto ferito anche il nostro concittadino Simone D’Orazio. Voglio esprimere a nome mio e di tutta la Giunta comunale le condoglianze alla famiglia Tobini e i sentimenti di vicinanza a quella D’Orazio alla quale ribadisco la piena solidarietà e l’affetto di tutti i cittadini di Roccaraso”.

È  quanto dichiara, invece, Alessandro Amicone, vice sindaco di Roccaraso (L’Aquila) con delega ai rapporti istituzionali in merito all’attentato che ha coinvolto i militari italiani in Afghanistan e durante il quale è stato ferito il caporalmaggiore Simone D’Orazio originario del paese.

“Oggi stesso faremo visita alla famiglia D’Orazio – prosegue Amicone – e abbiamo deciso di mettere a disposizione la nostra assistente sociale per coadiuvare ed assistere i familiari in questo momento così delicato”.

IL CORDOGLIO DI LA RUSSA PER TOBINI E L’AUGURIO AI FERITI

“La notizia della morte del primo caporal maggiore David Tobini, avvenuta questa mattina in Afghanistan al termine di una attività di controllo nei pressi dell’abitato Khame Mallawi, mi ha profondamente colpito”.

Così il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, in un telegramma inviato al Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Giuseppe Vallotto.

“In questa tristissima circostanza – scrive ancora il ministro La Russa – voglia accogliere i sentimenti di sincero cordoglio delle Forze Armate e la mia sentita personale partecipazione al gravissimo lutto che ha colpito l’Esercito. Voglia, inoltre, far pervenire al caporal maggiore capo Francesco Arena e al caporal maggiore scelto Simone D’Orazio, rimasti feriti nella circostanza, gli auguri di pronta e completa guarigione ed alle loro famiglie le espressioni della mia particolare vicinanza”.

Il ministro La Russa ha, inoltre, inviato alla famiglia del militare deceduto il seguente telegramma: “In questo dolorosissimo momento partecipo con profonda commozione, unitamente a tutto il personale delle Forze Armate, alla perdita del Vostro David, generosamente impegnato in una missione di grande valore umanitario. Il suo ricordo rimarrà per sempre nella memoria di chi crede nella pace e nella solidarietà fra i popoli. Vogliate accogliere l’espressione delle più sentite condoglianze”. 

QUESTA SERA VEGLIA DI PREGHIERA PER D’ORAZIO

Questa sera alle 17.30, nella chiesa di Santa Maria Assunta a Roccaraso si terrà una veglia di preghiera per la guarigione del caporalmaggiore Simone D’Orazio alla quale sono stati invitati tutti i cittadini della località abruzzese.

“In un momento così delicato – spiega Alessandro Amicone, vicesindaco di Roccaraso – abbiamo pensato a un momento di preghiera, tutti insieme, per raccoglierci idealmente attorno alla famiglia D’Orazio”.

“Abbiamo chiesto – conclude Amicone- anche ai sindaci dell’altopiano delle Cinque Miglia di unirsi alla comunità roccolana in un momento di trepidante attesa. Mi piacerebbe che fosse con noi la mamma Antonella perché possa sentire tutto il nostro affetto”. 

GLI ALTRI AQUILANI FERITI IN AFGHANISTAN

Simone D’Orazio non è l’unico militare della provincia dell’Aquila ad aver rischiato la morte per portare avanti la missione italiana in Afghanistan.

Prima di lui ad essere ricoverato in un letto di ospedale, Luca Cornacchia, il caporal maggiore di Lecce dei Marsi, di stanza presso il Settimo Reggimento Alpini di Belluno e il capitano Federica Luciani del Secondo Reggimento Genio Pontieri di Piacenza.

Il caporal maggiore di Lecce nei Marsi si trovava nel blindato Lince.

Una missione nella valle del Gulistan, nella provincia di Farah.

Il 9 ottobre dello scorso anno c’era stato un attacco con colpi di arma da fuoco e l’esplosione di un ordigno.

I cento chili di tritolo – contenuti in un “ied”, una sorta di mina che le apparecchiature elettroniche non rilevano – avevano causato la morte di Gianmarco Manca, Marco Pedone, Sebastiano Ville e Francesco Vannozzi. I quattro “cuccioli” di Luca Cornacchia, l’unico alpino scampato alla strage voluta dai talebani.

A seguito dello scoppio dell’ordigno che il 29 luglio dello scorso anno aveva causato la morte di due militari italiani ad Herat, aveva riportato lievi escoriazioni il capitano Federica Luciani del Secondo Reggimento Genio Pontieri di Piacenza.

Il capitano Federica Luciani ha 29 anni ed è originaria dell’Aquila.

In forza al Genio pontieri di Piacenza, che nella città emiliana ha una sede storica, ha tra l’altro coordinato vari interventi per il brillamento di ordigni bellici.

Nell’agosto 2009, ancora con il grado di tenente, aveva avuto il compito di coordinare le pattuglie di militari del Genio nelle strade piacentine, nell’ambito dell’operazione Città sicure.

Nell’attentato avevano perso la vita il primo maresciallo Mauro Gigli, 41 anni, di Sassari, in forza alla Brigata Alpina Taurinense, e il caporal maggiore capo Pierdavide De Cillis, 33 anni, di Bisceglie (Bari), appartenente al 21/mo Reggimento Genio di stanza a Caserta.

CHIODI: “VICINO ALLA FAMIGLIA DEL MILITARE”

Il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, esprime conforto e vicinanza alla famiglia del caporalmaggiore di Roccaraso (L’Aquila), Simone D’Orazio, rimasto ferito nell’attentato di stamane in Afghanistan.

“Condivido il dolore dei parenti e di tutta la comunità di Roccaraso – dice Chiodi – e prego con loro affinché Simone guarisca presto e torni tra noi”.

Il presidente rivolge un pensiero anche agli altri commilitoni scampati all’agguato e si unisce al cordoglio dell’Italia intera per il militare sfortunatamente rimasto ucciso.

IL PRESIDENTE DEL CORVO ESPRIME VICINANZA AI D’ORAZIO

“Desidero esprimere il mio più profondo cordoglio per le vittime dell’attentato in Afghanistan e la mia vicinanza alla famiglia D’Orazio, che sta vivendo ore difficili, a causa delle gravi lesioni riportate da Simone”.

Lo afferma il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo.

“Come Presidente del territorio della provincia dell’Aquila – prosegue – credo di interpretare la speranza di molti, affinché Simone possa uscire al più presto da questa preoccupante situazione”. 

PICCONE: ”TRIBUTO PAGATO PER PORTARE PACE E DEMOCRAZIA”

“Siamo di fronte, purtroppo, ad un nuovo  tributo di sangue da parte dei nostri militari, sempre più in prima linea nella difesa e nella garanzia della pace e della libertà”.

Lo ha detto il senatore del Pdl Filippo Piccone.

“Un impegno – ha aggiunto – che fa onore all’Italia, alle nostre Forze armate, agli uomini e alle donne che quotidianamente rischiano la propria vita per assicurare, a chi in questo momento non lo ha, un futuro di progresso e democrazia”.

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