LOS ANGELES – Babbo Natale è finito nel mirino dei salutisti statunitensi e con un certo anticipo rispetto al calendario.
Il personaggio tanto amato dai bambini, infatti, è evidentemente in sovrappeso, indossa abiti bordati di pelliccia, si muove nei cieli con un tempo terribile rischiando ogni volta un malanno e si infila nei camini pieni di fuliggine. Ma soprattutto, nelle immagini più celebri, è ritratto mentre fuma la sua amata pipa.
Uno scandalo, secondo i crociati americani delle campagne anti-fumo, che sono corsi ai ripari: la canadese Pamela McColl si è armata di penna e ha riscritto una nuova versione del celebre poema A visit from St. Nicholas, in cui tutte le allusioni al fumo sono state eliminate dal testo e dalle immagini.
“Io davvero non credo che Babbo Natale dovrebbe fumare nel XXI secolo”, spiega al Los Angeles Times la McColl.
E se è difficile trovare qualcuno che sarebbe favorevole al fumo per i bambini, la nuova versione del poema è stata aspramente criticata negli States, dove si sottolinea che difficilmente la pipa dell’omone in rosso potrebbe spingere i giovani alle sigarette, e che in questo modo il poema amato da generazioni di ragazzini è stato stravolto. “La mia paura non è che i ragazzi leggendo il poema inizino a fumare. Il mio timore è che i giovanissimi prendano spunto da modelli che venerano neanche lontanamente tanto quanto io venero la letteratura”, ha detto David Kipen, proprietario di una celebre libreria di Los Angeles.
McColl, ex fumatrice, dice che quando ha sfogliato la sua versione della fiaba sulla vigilia di Natale, ha trovato un Babbo Natale con la pipa in metà delle pagine.
“Un sacco di persone della mia età hanno perso qualcuno a causa del fumo”, ha detto McColl.
Così è nato il progetto: con gli illustratori Elena Almazova e Vitaly Shvarov è stata messa a punto la nuova versione smoke-free (pubblicata da Grafton e Scratch in spagnolo, inglese e francese), con una nota in cui spiega di indossare una pelliccia ecologica e di aver deciso di smettere di fumare. Una mossa che ha incassato il plauso di pediatri e associazioni a sostegno dei minori, ma anche le forti critiche di bibliotecari e liberi pensatori, amanti della tradizione.
E se dalla ‘revisione’ sono rimasti fuori i chili di troppo, la McColl ha alzato le mani: “Lui non mangia nella storia. Non è un mio problema – ha detto – Questo è un problema di Jamie Oliver“, alludendo al noto chef.
(fonte leggo.it)



