L’AQUILA – Che il presidente della Regione, Gianni Chiodi, fosse un appassionato di Facebook, la principale rete sociale di Internet, non è più una novità.

Il governatore accetta volentieri amicizie virtuali, dialoga, risponde a critiche e lodi, suggerisce canzoni e spesso pubblica anche suoi interventi sull’attualità.

Così forse non c’è da stupirsi eccessivamente se anche Chiodi ha aderito a una delle tendenze passeggere del social network: quella di cambiare la foto profilo tradizionale, inserendo come proprio alter ego un personaggio dei fumetti o dei cartoni animati preferito.

Il motivo? Sensibilizzare le coscienze sulla settimana dedicata ai diritti d’infanzia dal 15 al 22 novembre, al motto di “Torniamo Bambini“.

E la scelta di Chiodi è stata molto raffinata. Ha infatti pescato all’interno del lungometraggio della Disney Robin Hood, del 1973 (Chiodi all’epoca aveva dodici anni), scegliendo però invece che il protagonista, come magari ci si poteva attendere, la figura del villain, il cattivo.

Insomma, mentre sui profili di giovani e meno giovani spopolano Heidi, Lupin, Ranma, Holly e Benji e così via, l’alter ego del presidente è il Principe Giovanni, ispirato alla figura di Giovanni Senzaterra, fratello minore di Riccardo Cuor di Leone, a cui cercò di usurpare il regno d’Inghilterra.

Nel film Disney, il Principe Giovanni è rappresentanto come un leone che alterna momenti di crudeltà e avidità ad altri di infantilismo, come quando si succhia il pollice invocando la mamma.

Ma soprattutto, è un tiranno che aumenta a dismisura le tasse e manda in galera chi non può pagare. E come se non bastasse, è consigliato da un serpente, Sir Biss!

Insomma una scelta che mostra una grande autoironia da parte di Chiodi, che però recupera subito la serietà con una frase sibillina nel suo status sulla situazione di Abruzzo Engineering.

“Quando, come nel caso di Abruzzo Engineering, i sindacati e i media difendono privilegi spacciandoli per diritti, mentre sono indubbiamente privilegi – scrive – potranno forse essere positivi per i loro iscritti, ma non sono utili per i disoccupati. L’uguaglianza che vorrei è quella delle opportunità . Chi è stato assunto senza concorso, non vanta un diritto, ma vorrebbe il protrarsi di un privilegio ad altri negato”.

Purché non si dica “firmato Principe Giovanni”!