ROSELLO – Se non fosse per i vent’anni di differenza tra l’uno e l’altro, potrebbero essere considerati la fotocopia uno dell’altro. Due sindaci di due piccolissimi paesi dell’entroterra della provincia di Chieti, amici e militanti nello stesso partito, l’Mpa, anche se entrambi eletti con liste civiche.
Vivono a meno di due chilometri e mezzo di distanza e sono stati eletti sindaci nello stesso momento. Entrambi hanno già fatto due mandati elettorali e, dunque, non possono ripresentarsi alle prossime elezioni comunali.
Allora hanno fatto una pensata: perché non presentarsi l’uno nel paese dell’altro? Quanto meno l’esperienza amministrativa maturata sino a questo momento non verrà persa.
Alessio Monaco, assessore provinciale alle Finanze e sindaco di Rosello, e Giuseppe Cavorso, sindaco di Roio del Sangro, ci stanno pensando abbastanza seriamente.
D’altronde, in un entroterra abruzzese che spicca per un trend consolidato di spopolamento, cos’altro si potrebbe fare se non mettere a sistema le risorse presenti e scambiarsele laddove è possibile?
Fuori dallo scherzo, non bisogna dimenticare che Rosello, suggestivo borgo arroccato a pochi metri dal confine col Molise, conta 269 residenti (aggiornamento al 2010). Come popolazione si trova al minimo storico, se si conta che nel 1901 aveva 1.774 abitanti.
Il comune più vicino si trova a 2,3 chilometri ed è proprio Roio del Sangro, che come posizione si trova un po’ più verso il mare (la spiaggia più vicina dista comunque circa 60 chilometri). Anche Roio è al suo minimo storico come numero di abitanti: 111 residenti nel 2010, nel 1901 ne aveva 1.251.
Si è parlato in passato di terzo mandato per i sindaci dei piccoli comuni, ma poi la proposta è naufragata. La trovata di Monaco e Cavorso, qualora dovesse essere messa in pratica, potrebbe anche essere letta come una provocazione nei confronti di un governo centrale forse un po’ troppo lontano dai problemi dei piccolissimi comuni italiani. (ar.ia.)





