CHIETI – La droga viaggiava abilmente nascosta in una confezione di taralli pugliesi, arrivava dalla Puglia per essere smerciata sul mercato teatino-pescarese, mercato dove non è mai arrivata perché il traffico è stato scoperto e fermato dai carabinieri della Compagnia di Chieti.

Questa mattina nel corso di una conferenza stampa il comandante della Compagnia, il capitano Livio Lucpieri, ha svelato i particolari di quello che lui stesso ha definito “un duro colpo al mercato dell’hashish del bacino Chieti-Pescara”.

In arresto, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente sono finiti i tre corrieri pugliesi, il trentaduenne Francesco Direda, il trentacinquenne Vincenzo Dilorenzo e il quarantaquattrelle Giancarlo Garofalo, e la persona cui hanno consegnato lo stupefacente, il trentaduenne di Montesilvano Luca Cavallitto, ex calciatore “ufficialmente disoccupato – sono parole del capitano Lupieri – ma che in realtà dovrebbe avere una ditta di liquore”.

I corrieri pugliesi sono tutti e tre di Cerignola. Direda è un venditore ambulante, Dilorenzo è uno dei soci della ditta produttrice di taralli pugliesi e Garofalo uno dei dipendenti della stessa ditta.

I carabinieri li stavano seguendo da tempo. In particolare da una settimana avevano messo in modo una serie di pedinamenti e accertamenti per cui sapevano che sabato mattina sarebbe avvenuto lo scambio di droga fra i  pugliesi e l’ex calciatore di Montesilvano.

Sabato mattina l’auto dei pugliesi è uscita al casello autostradale di Dragonara, per incontrarsi subito dopo con l’abruzzese. Ai carabinieri che li stavano seguendo la scena è apparsa subito chiara: uno scambio di cartoni da una macchina all’altra e poi i passeggeri impegnati ad armeggiare nell’auto di nuovo in movimento. E poi una serie di spostamenti tra Sambuceto, frazione a valle del comune di San Giovanni Teatino (Chieti) e la zona del porto pescarese.

Le due autovetture sono state fermate a Sambuceto e così, da una confezione di taralli pugliesi, sono saltati fuori 19 chili di hashish suddivisi in 200 panetti, valore sul mercato da 150 mila ai 200 mila euro.

Sui panetti di hashish spicca impressa l’immagina di un dromedario, a riprova della particolare qualità della droga sequestrata.

Oltre alla droga i carabinieri hanno sequestrato anche le due auto, una Citroen C3 e una VW Golf, i 20 cartoni, identici a quello in cui c’era la droga, di taralli pugliesi – “stiamo valutando di donarli ad associazioni di beneficenza” ha fatto sapere il capitano Lupieri – una decina di telefonini cellulari.

I quattro sono ora rinchiusi nel carcere teatino di Madonna del Freddo. (ar. ia.)