L’AQUILA – “Dal punto di vista dello spaccio di droga L’Aquila è molto diversa da come me l’avevano rappresentata, non è isolata come dicono. È anzi perfettamente al centro di un corridoio che collega il Tirreno e la Capitale all’Adriatico”.

Lo ha detto in conferenza stampa il dirigente della squadra Mobile della questura del capoluogo, il vice questore aggiunto Fabio Ciccimarra, che ha affermato di non voler sottovalutare il settore della droga, “che anche se in maniera silente all’Aquila continua a mantenere una sua assoluta dignità. Fin tanto che ci sarà questo tipo di domanda – ha assicurato – ci sarà sempre offerta”.

Con l’operazione “Costa Dorata” la Mobile aquilana ha disarticolato una connection che abbinando lo spaccio alla prostituzione faceva girare la polvere bianca in tre poli: il capoluogo, la costa teramana, in particolare la cittadina di Alba Adriatica, e la Marsica, con la città di Avezzano.

Per quanto riguarda L’Aquila, il sostituto commissario Nazzareno Buccella ha svelato che “lo spaccio avveniva nella zona di Coppito e limitrofe, vicino ai centri commerciali”.

Ma su questo punto Ciccimarra ha voluto fare un distinguo. “Non è giusto – ha detto – abbinare cocaina, centro commerciale e giovani. La cocaina se la fanno tutti, i giovani come i quarantenni e i cinquantenni”.

Dagli investigatori è emerso che nell’ambito dell’operazione sono state fatte anche segnalazioni di assuntori in prefettura, poco meno di una decina di persone.

Quanto allo stupefacente, viene ritenuto di buona qualità visto che un grammo di sostanza veniva spacciato al prezzo di 90-100 euro.

In conclusione, il capo della Mobile ha voluto ricordare l’importanza delle intercettazioni telefoniche nell’attività d’indagine. “Per noi restano uno strumento imprescindibile”, ha concluso. (alb.or.)