L’AQUILA – È in corso dalle prime luci dell’alba di oggi un’operazione antidroga della squadra Mobile della questura dell’Aquila che ha portato in manette nove persone, di cui quattro aquilani.
Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal giudice per le indagini preliminari del tribunale del capoluogo su richiesta della procura della Repubblica.
In tutto sono 13 gli indagati e tra gli arrestati tre sono incensurati.
L’operazione, denominata “Costa Dorata”, conclude complesse indagini sviluppate dagli agenti della Mobile dell’Aquila, coordinati dal vice questore aggiunto Fabio Ciccimarra, che hanno consentito di disarticolare un fiorente canale di spaccio di cocaina gestito da italiani e albanesi con estensione all’intera regione Abruzzo.
Il reato contestato è di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti di tipo cocaina e sfruttamento della prostituzione.
Arresti e perquisizioni sono in corso all’Aquila, Avezzano (L’Aquila) e Alba Adriatica (Teramo), opera anche la sezione Antidroga della Mobile diretta dal sostituto commissario Sabatino Romano.
Ad Alba Adriatica è stato posto sotto sequestro un noto night club. (alb.or.)
“Dal punto di vista dello spaccio di droga L’Aquila è molto diversa da come me l’avevano rappresentata, non è isolata come dicono. È anzi perfettamente al centro di un corridoio che collegare il Tirreno e la Capitale all’Adriatico”.
Lo ha detto in conferenza stampa il dirigente della squadra Mobile della questura del capoluogo, il vice questore aggiunto Fabio Ciccimarra, che ha affermato di non voler sottovalutare il settore della droga, “che anche se in maniera silente all’Aquila continua a mantenere una sua assoluta dignità. Fin tanto che ci sarà questo tipo di domanda – ha assicurato – ci sarà sempre offerta”.
Con l’operazione “Costa Dorata” la Mobile aquilana ha disarticolato una connection che abbinando lo spaccio alla prostituzione faceva girare la polvere bianca in tre poli: il capoluogo, la costa teramana, in particolare la cittadina di Alba Adriatica, e la Marsica, con la città di Avezzano.
Per quanto riguarda L’Aquila, il sostituto commissario Nazzareno Buccella ha svelato che “lo spaccio avveniva nella zona di Coppito e limitrofe, vicino ai centri commerciali”.
Ma su questo punto Ciccimarra ha voluto fare un distinguo. “Non è giusto – ha detto – abbinare cocaina, centro commerciale e giovani. La cocaina se la fanno tutti, i giovani come i quarantenni e i cinquantenni”.
Dagli investigatori è emerso che nell’ambito dell’operazione sono state fatte anche segnalazioni di assuntori in prefettura, poco meno di una decina di persone.
Quanto allo stupefacente, viene ritenuto di buona qualità visto che un grammo di sostanza veniva spacciato al prezzo di 90-100 euro.
In conclusione, il capo della Mobile ha voluto ricordare l’importanza delle intercettazioni telefoniche nell’attività d’indagine. “Per noi restano uno strumento imprescindibile”, ha concluso. (alb.or.)
I NOMI DEGLI ARRESTATI
In carcere sono finiti Vladimir Picaku, 30 anni, Kujtim Picaku (27), Naim Grabovaj (24) e Edison Prokaj (26), tutti albanesi residenti all’Aquila, pregiudicati i primi tre, con precedenti penali il quarto, Ervis Braka (28), pregiudicato albanese residente a Teramo, ai domiciliari, invece, Roberto Foschi (58), pregiudicato residente a Teramo, M.B. (28), aquilano incensurato, Fabio Romolo (34), teramano incensurato, Alona Sipova (31), lettone incensurata residente a Teramo.
Le misure cautelari sono state richieste dal pm della procura Antonietta Picardi e concesse dal gip del tribunale del capoluogo Giuseppe Romano Gargarella.
I DETTAGLI DELL’INDAGINE
Le complesse indagini sviluppate dalla Mobile dell’Aquila e coordinate della procura della repubblica hanno permesso di disarticolare un fiorente canale di spaccio di cocaina, stabilmente gestito da un gruppo di albanesi da tempo residenti nella provincia dell’Aquila con propaggini operative sia nel capoluogo che nel teramano, in particolare ad Alba Adriatica, dove, all’interno in un night club del lungomare insospettabili esercitavano anche lo sfruttamento della prostituzione.
I poliziotti dell’Antidroga, attraverso intercettazioni telefoniche nonché mediante servizi di videocontrollo a distanza e pedinamenti, sono riusciti a documentare, in meno di un anno di indagini, oltre 40 episodi di spaccio tra L’Aquila, Avezzano e Alba Adriatica.
Da una stima per difetto è emerso come il gruppo di albanesi fosse in grado di gestire contatti funzionali alla cessione di cocaina per importi complessivi anche superiori ai 15 mila euro in un solo mese con punte nelle vendite concentrate nei mesi prefestivi di dicembre e luglio.
La droga, destinata al mercato abruzzese, era acquistata da consumatori delle più disparate estrazioni sociali, economiche e culturali.
Le indagini oltre a rilevare precisi profili di responsabilità penale, con riferimento al reato di detenzione ai fini di spaccio di cocaina in concorso, contestate in capo a tutti i destinatari dell’ordinanza cautelare, hanno permesso, per di più, di circoscrivere elementi di rilievo penale in ordine al delitto di sfruttamento della prostituzione commesso in concorso dagli indagati e, concretamente, esercitato presso il noto night club “La bussola” di Alba Adriatica, di cui l’autorità giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo.
Dalle indagini è emerso come all’interno del locale le donne destinate all’esercizio della prostituzione fossero disposte a prestazioni in cambio di somme di denaro, variabili e con oscillazioni tra i 100 e i 400 euro, in funzione del luogo dove veniva consumato il rapporto a luci rosse.
Sono ancora in corso perquisizioni domiciliari nel capoluogo, ad Avezzano e Alba Adriatica effettuate dalla Mobile dell’Aquila con l’ausilio degli agenti del commissariato di Avezzano, della squadra Mobile di Teramo e delle unità cinofile specializzate.






