L’AQUILA – “Stiamo parlando di un documento che, a livello scientifico, non ha alcun significato”.
Questo il commento lapidario di Amedeo Budassi, responsabile dell’Agenzia sanitaria regionale, sul report sui tumori commissionato dalla stessa Agenzia nel 2012 e mai reso noto al pubblico.
Diffuso qualche giorno fa dal Forum abruzzese del movimento per l’acqua, il documento indicherebbe proprio quelle aree abruzzesi, come il comune dell’Aquila, il litorale dell’area metropolitana di Pescara, i comuni di Bussi sul Tirino e Popoli e una parte dell’entroterra marsicano, in cui si concentrano i più alti tassi di ricovero di soggetti affetti da cancro.
Tali studi sarebbero, però, a detta dello stesso Budassi, “solo il frutto di uno screening superficiale e basato semplicemente sulla ricerca relativa alle schede di dimissione ospedaliera”-
“Lavori di questo tipo potrebbero essere fuorvianti ed imprecisi – spiega Budassi – visto che è sempre necessario andare oltre il semplice legame tra malattia e ambiente e applicare metodologie più mirate, ad esempio, agli organi”.
Proprio in questa direzione andrebbe quindi il piano operativo di una ricerca che, firmato dal presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, il 30 dicembre, si concentrerà su metodi più rigorosi e scientifici dello studio del fenomeno.
“Il lavoro dovrebbe partire già tra qualche giorno – prosegue – si tratta ovviamente di ricerche lunghe e complesse, che richiedono tempo e i cui risultati non saranno sicuramente disponibili a breve”.
Quanto alle polemiche sulla presunta mancata trasparenza di Augusto De Sanctis, del Forum dei movimenti per l’acqua, che chiedeva chiarimenti in merito al fatto che tale documento non fosse mai stato reso noto dall’Agenzia, Budassi risponde di non esserne mai stato al corrente.
“Non posso sapere il motivo per cui il lavoro non sia emerso prima – precisa – anche perché, al tempo degli studi, non ero ancora direttore dell’Agenzia sanitaria regionale e, quindi, non vedo come potessi esserne a conoscenza”.



