L’AQUILA – Passi avanti per il ridimensionamento dei vitalizi di cui godono ancora gli ex consigliere regionali. E tagli in vista del 40 per cento ai doppi vitalizi.

La Conferenza dei Presidenti delle Assemblee regionali e delle Province autonome ha infatti approvato oggi uno specifico ordine del giorno, che prevede l’allineamento dell’età pensionabile di tutti consiglieri regionali a 65 anni, per chi ha un solo mandato.

Coloro che hanno più mandati lo otterranno a 60 anni ma con una serie di detrazioni.

Previsto anche un prelievo a chi percepisce già il vitalizio (dal 6 per cento sugli importi lordi che vanno da 1.500 euro al 15 per cento per i vitalizi che superano i 6 mila euro, nel periodo 2015-2017.

Prelievo che salirà al 40 per cento per i Consiglieri regionali che percepiscono il doppio vitalizio, essendo stati anche parlamentari.

Una decisione legata, secondo i presidenti delle assemblee legislative italiane, al momento di forte difficoltà economica che attanaglia il Paese.

Per l ‘Abruzzo era presente il presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Giuseppe Di Pangrazio, che nei prossimi giorni  sottoporrà ai capigruppo la norma quadro, che ogni Regione italiana dovrà approvare con apposita legge.

La misura interesserà  3.500 ex consiglieri in Italia che già percepiscono il vitalizio, e che costano ogni anno 170 milioni di euro. Di questo esercito, circa 120 sono abruzzesi e costano 5 milioni di euro l’anno. Una ventina quelli con doppio vitalizio.

“La legge regionale abruzzese – ha sottolineato – è già in linea con il quadro normativo di riferimento in tema di vitalizio, come deciso oggi dalla Conferenza.

Dopo l’abrogazione del vitalizio, la fissazione a 65 anni e la riduzione del 10 per cento degli importi lordi, già dal 2010 – spiega Di Pangrazio – si avvia un nuovo percorso virtuoso che chiama i percettori di vitalizio a contribuire, in questo momento di oggettiva difficoltà economiche, alla riduzione dei costi.

Progressivamente, chi riceve di più deve contribuire. Per coloro che percepiscono un doppio vitalizio – osserva Di Pangrazio – viene richiesto di più per una evidente equità. La misura è triennale ma potrà essere prorogata se le condizioni dell’economia e dei cittadini non registreranno significativi miglioramenti.

Ovviamente questa riduzione si aggiungerà a quella di tendenza che vedrà diminuire i percettori perché con l’abolizione non vi saranno nuovi vitalizi che potranno essere richiesti.