GIULIANOVA – Processo per la morte di Fabiana Piccioni,l a 46enne di Giulianova (Teramo) trovata carbonizzata il 9 gennaio del 2025 dopo un malore letale causato da un mix di sostanze stupefacenti. Imputato, come riporta il Centro, è Shpetim Mero, il 59enne artigiano albanese, accusato di aver ceduto la droga e dato alle fiamme il corpo della donna. La prima udienza del processo è fissata per il 4 marzo 2027 davanti al giudice monocratico.
Così ha deciso il gup Lorenzo Prudenzano al termine dell’udienza di ieri mattina in cui ha ammesso la costituzione di parti civili dei genitori e del fratello della donna. Nel frattempo la famigliaha presentato opposizione alla richiesta di archiviazione della Procura in merito a uno dei reati contestati inizialmente, ovvero la morte come conseguenza di altro reato.
Nei giorni successivi alla scoperta del corpo era stato l’imputato stesso a chiamare i carabinieri per dire che era pronto a fornire delucidazioni sulle sue frequentazioni con la 46enne ma che non c’entrava niente con la morte. Ai militari aveva raccontato che si erano visti prima della sua scomparsa così come era già successo anche altre volte in passato, ma che sicuramente non sapeva cosa fosse successo e che l’ultima volta che l’aveva incontrata era stato poco prima della sua scomparsa. Le indagini, soprattutto quelle basate sull’incrocio di tabulati e celle telefoniche, hanno rivelato altre circostanze a cominciare dai primi accertamenti depositati dal Ris che hanno stabilito la presenza del Dna dell’indagato sul corpo della donna.
Elemento, quest’ultimo, a conferma dell’incontro tra i due prima della scomparsa della donna così come ammesso allo stesso artigiano nell’interrogatorio con i carabinieri. Sul furgone dell’uomo, che all’epoca gestiva un’impresa di pulizie, è stata ritrovata una traccia di Dna della donna.






