L’AQUILA – In una città che ancora oggi porta i segni della frattura del 2009, dove interi spazi urbani restano nascosti dietro impalcature e silenzi architettonici, nasce DOMUS, un progetto visionario del collettivo artistico Afedia, fondato da Alessandra Condello e Diletta De Santis.
Nella fase iniziale, location e mostra saranno curate direttamente da Alessandra Condello e Diletta De Santis, con una programmazione site-specific costruita in relazione agli spazi ospitanti. A partire dalle fasi successive, verranno lanciate open call pubbliche per coinvolgere attivamente artisti e artiste del territorio (e non solo) interessati a partecipare.
L’intero allestimento sarà curato e finanziato dal collettivo insieme agli artisti invitati: nessun onere economico è richiesto ai proprietari degli spazi.
“DOMUS è molto più di una mostra diffusa: è un riattivatore poetico della città, un invito a riscoprire il patrimonio architettonico aquilano attraverso l’arte contemporanea. In risposta a un tessuto urbano lacerato ma ancora intriso di storia e bellezza, il progetto si propone di far rivivere cortili, case in ristrutturazione, luoghi temporaneamente sospesi nel tempo, trasformandoli in spazi espositivi aperti e accessibili”, si legge nella nota.
“Abbiamo voluto creare una piattaforma che, proprio come le antiche domus, diventi luogo d’incontro, di narrazione e di memoria condivisa,” spiegano Condello e De Santis. “Ogni spazio che ci viene messo a disposizione diventa teatro di una nuova visione: l’arte entra silenziosamente, ma profondamente, a dialogare con le ferite e le promesse dell’architettura aquilana.”
Il progetto si sviluppa in una forma itinerante e partecipata: chiunque possieda o gestisca uno spazio in trasformazione può offrirlo temporaneamente per ospitare una mostra, curata inizialmente dalle stesse fondatrici e in seguito anche tramite open call rivolte ad artisti locali e non solo. Le esposizioni sono realizzate a carico del collettivo e degli artisti coinvolti, in un’ottica di mutualismo e sostegno reciproco. Non si tratta solo di valorizzare l’arte del territorio, ma anche di mettere in luce luoghi dimenticati, troppo spesso esclusi dal racconto culturale della città.
DOMUS diventa così un dispositivo sensibile che restituisce centralità all’abitare, all’identità architettonica, alla possibilità di fare comunità anche nei luoghi apparentemente “vuoti”.
In un tempo in cui l’arte tende spesso alla spettacolarizzazione, DOMUS compie una scelta controcorrente: lavora sulla soglia, sul piccolo, sull’incontro intimo tra opera e spazio, tra chi crea e chi abita. Un gesto radicale nella sua semplicità, che riporta la città al cuore dell’esperienza artistica.
COME PARTECIPARE
Hai uno spazio da proporre? Cortili interni, case in ristrutturazione, ambienti temporaneamente non utilizzati possono diventare DOMUS.
Sei un artista e vuoi partecipare alle future open call? Seguici sui social e iscriviti alla nostra newsletter per rimanere aggiornato.DOMUS è un invito a guardare con occhi nuovi la città, a creare comunità attraverso l’arte e a far rivivere luoghi dimenticati.






