L’AQUILA – La procura della Repubblica dell’Aquila ha avviato un’inchiesta, di cui al momento non sono noti gli indagati, sul caso delle “divise non a norma” che sarebbero state fornite ai lavoratori dell’Aquilana società multiservizi (Asm), azienda del Comune capoluogo che si occupa di raccolta rifiuti, in occasione dell’Adunata nazionale degli alpini dello scorso maggio, che ha portato in città oltre 300 mila Penne Nere.
Il caso era già stato sollevato dalle sigle sindacali lo scorso mese di novembre, con aspre note stampa cui aveva risposto con altrettanta durezza l’amministratore unico di Asm, Rinaldo Tordera, nominato proprio oggi nuovo manager della Asl aquilana, minacciando di denunciare tutti i rappresentanti.
Ma la vicenda è proseguita e ora l’indagine è stata avviata, a seguito di un esposto presentato dai segretari di quattro sigle sindacali: Rita Innocenzi (Fp Cgil), Primo Cipriani (Uil Trasporti), Roberto Bussolotti (Ugl igiene ambientale) e Valter Cucchiella (Fiadel).
Secondo quanto appreso da fonti giudiziarie, nell’esposto si dice che invece di acquistare nuove divise “rispondenti alle specifiche minime di sicurezza”, l’Asm ha “acquistato oggetti che tali qualità non hanno” e lo ha fatto con un bando da 55 mila euro “senza effettuare la relativa gara ma procedendo ad assegnazione diretta”.
“Pur perfettamente consapevole dei rischi ai quali espone i propri collaboratori”, denunciano i sindacati, l’Asm “non assume comportamenti rispondenti alle norme poste a presidio della salute dei lavoratori”, specificando che la vicenda riguarda “oltre 100 lavoratori addetti alla raccolta del rifiuto”.
In base alle norme, viene rilevato, il datore di lavoro “deve prestare la massima attenzione nell’acquisire un capo di vestiario altamente visibile e particolarmente resistente agli agenti contaminanti” mentre secondo l’esposto “l’azienda si è mossa in direzione opposta”.
Nella denuncia si lamentano ulteriori carenze sul tema della sicurezza sul lavoro, come spogliatoi parzialmente allestiti, l’assenza di lavaggio professionale e il rischio che i lavoratori hanno nel riportare e lavare a casa indumenti potenzialmente contaminanti.





