PRETORO – Sarolta Tripolszky, la 30enne ungherese dispersa sulla Maielletta da sabato scorso, è stata ritrovata viva e in buone condizioni fisiche in località le Murelle del monte Acquaviva, nel Parco nazionale della Majella.

È stata recuperata in verticale con un elicottero e dopo l’atterraggio avrebbe rifiutato il trasporto in barella.

A salvarla una scorta d’acqua sapientemente razionata in attesa e nella speranza dell’arrivo dei soccorsi.

Per il cibo, ha raccontato all’Ansa dall’ospedale, si è arrangiata con quello che ha trovato: lumache e lucertoline. 

I SOCCORRITORI: “UN MIRACOLO”

È stato Antonio Pace, del Soccorso Alpino del Cai dell’Aquila, a ritrovare materialmente Sarolta Tripolszky nella gola delle Murelle. “

Si stava lavando in una pozza d’acqua e in buone condizioni fisiche – racconta il soccorritore – Ovviamente la prima cosa che ha chiesto è stata quella di mangiare e io volentieri gli ho ceduto il mio panino al prosciutto. L’ho fatto con gioia, perché non credevo di ritrovarla viva…”. Lo dice apertamente: “… è stato un miracolo che la ragazza, 20enne, sia sopravissuta”. E se è ancora su questa terra “si deve anche al fatto che è alta e fisicamente forte, però aveva anche una giacca che l’ha protetta dal freddo”.

Sei giorni in alta montagna con le rigide temperature di queste notti rappresentano però una prova estrema per qualunque fisico.

“La sua sfortuna è che nell’sms che ha mandato ai genitori in Ungheria ha dato delle indicazioni sbagliate e noi l’abbiamo cercata in altra zona, ma la sua fortuna è che è finita in questo vallone dalle pareti scoscese che in parte l’hanno protetta dal freddo – dice Pace – non credo che di notte qui sia mai scesa sotto ai dieci gradi”.

A mettere sulle sue tracce i soccorritori è stato il ritrovamento accidentale della sua macchina fotografica in una zona dove in teoria non avrebbe dovuto esserci.

E quel vallone poteva essere percorso da una persona senza attrezzatura solo in risalita: dopo qualche ora infatti la ragazza è stata ritrovata. Ora la giovane magiara, dopo aver riabbracciato madre e fratello al campo base allestito ai piedi della montagna, è stata portata per accertamenti all’ospedale dell’Aquila, ma le sue condizioni sembrano ottimali. 

”MI SONO NUTRITA DI LUMACHE E LUCERTOLE”

Si è nutrita di lumache e lucertoline, ma poche, perché evidentemente non le sono piaciute. Sono le prime cose che Sarolta Tripolszky ha detto dopo essere arrivata all’ospedale di Chieti.

I medici l’hanno visitata e l’hanno trovata leggermente disidratata e quindi l’hanno sottoposta qualche flebo ricostituente.

“Non ho mai avuto paura di morire – ha detto all’Ansa Sarolta, che ha 30 e non 20 anni come si era saputo in precedenza – nei primi due giorni ha mangiato delle merendine, poi mi sono dovuta arrangiare con quello che ho trovato nel vallone, con le escargottes… le lumache, e delle piccole lucertole…”.

Bionda, capelli corti, ancora sotto choc ma tutto sommato in buone condizioni, la trentenne ungherese (per la prima volta in Abruzzo) ha raccontato di essersi persa dopo aver raggiunto il monte Acquaviva sulla strada del ritorno nonostante il possesso di una mappa del posto.

Mai visto animali: “Ma io vedevo gli elicotteri e mi sono sbracciata per farmi notare, ma poi alla fine mi hanno trovata quelli del Soccorso alpino”, ha chiuso ancora adagiata sulle lettighe dell’ospedale in attesa che arrivino i parenti e di sapere se i medici la trattengano almeno 24 ore nel nosocomio per precauzione.

IL FRATELLO: ”SMS LETTO DOPO DUE GIORNI”

Il fratello Andras, che è giunto in Italia nei giorni scorsi per assistere alle ricerche della sorella, ha raccontato oggi un altro particolare importante nella vicenda di Sorolta, e cioè che l’sms che la ragazza persa sulla Maiella e ritrovata oggi è stato spedito sabato pomeriggio, ma che la famiglia se ne è resa conto solo lunedì, due giorni dopo il fatto.

È per questo che i soccorsi sono partiti lunedì, dopo che la trentenne biologa magiara aveva già trascorso due notti in montagna.

Andras ha poi confermato che era la prima volta che la sorella saliva su montagne così alte e che semplicemente voleva fare una gita.