SPOLTORE – “Il sindaco di Spoltore (Pe) Franco Ranghelli e l’assessore all’urbanistica Ernesto Partenza danno per scontato che la discarica, o l’impianto per il trattamento dei rifiuti, come loro amano definirlo, si farà”.

E’ il polemico passaggio di una nota stilata oggi dal Comitato di Cittadini che si oppone alla discarica di Fosso Grande. Per il Comitato del No “Questa certezza è piuttosto sospetta”. In primis perché “l’accordo di programma non ancora è stato portato in consiglio comunale, la variante al piano regolatore di Spoltore non ancora è stata votata, la documentazione manca di Valutazione ambientale strategica e tutta la procedura sembra violare la direttiva 85/337 dell’Unione Europea”.

E non è tutto, secondo il Comitato, “perché di questo impianto non c’é traccia nel Piano territoriale provinciale di coordinamento che stabilisce dove e come vanno ubicate le discariche e gli impianti connessi, così come della bomba ecologica che un privato vuole piazzare a Fosso Grande non c’é traccia nel Piano regionale dei rifiuti. Certo è che l’investimento del privato, ben nove milioni di euro, con capannoni estesi come hangar di oltre un ettaro di superficie e una palazzina di circa 2.900 metri quadri, fa capire l’importanza dell’operazione messa in piedi”.

“E’ strano che una discarica, perché di questo si tratta, che dovrà lavorare e selezionare tutti i rifiuti provenienti dal Centro Italia, frazione umida compresa al contrario chi afferma l’opposto, debba sorgere in una zona agricola, dove si coltivano ulivi e cereali, dove le persone hanno investito sul biologico e sul biodinamico; ancor più strano è che questa discarica sorga di fronte un’altra ex discarica i cui lavori di bonifica sono ancora in corso e dureranno almeno per un’altra ventina d’anni, così come prevede la legge”.