L’AQUILA – Allo sfratto della signora Clotilde, 91enne dell’Aquila, invalida civile al 100 per cento, scongiurato dall’intervento della senatrice del Movimento Cinque Stelle Enza Blundo, che ha eletto il suo ufficio politico presso quell’alloggio, si è arrivati perché nel corso degli anni “non è stato possibile accogliere alcune proposte a saldo e stralcio avanzate dalla debitrice e/o comproprietari, in quanto inadeguate rispetto al complessivo credito vantato dall’Istituto, ma è sempre stata manifestata alla controparte la disponibilità a valutare proposte migliorative”.
Lo precisa in una nota la Banca del Fucino, con la quale l’anziana donna aveva contratto un debito di appena 5 milioni di lire ben 26 anni fa.
Una cifra che, sommata agli 8 milioni di lire concessi alla figlia della signora Clotilde qualche anno più tardi, nel tempo per effetto di continui rimandi e costanti comunicazioni giudiziarie che ne hanno impedito ogni forma di prescrizione, è arrivata ad una cifra di 40mila euro.
Una vicenda che “trae origine da un’azione giudiziaria promossa dalla Banca stessa nel 1996 per un recupero di circa 20 milioni di lire nei confronti del debitore principale”, si legge ancora nella nota dell’istituto di credito.
“In quel periodo era stato richiesto ed ottenuto un decreto ingiuntivo dal Tribunale dell’Aquila ed era stata iscritta l’ipoteca giudiziale sulla quota dell’immobile in questione. Tutte le azioni e gli eventi successivi, i tempi lunghi tipici di un’esecuzione immobiliare, il giudizio di divisione conseguente, il decesso intervenuto di uno dei comproprietari e la pausa giudiziaria a causa del noto sisma del 2009, hanno portato alla situazione attuale”.






