L’AQUILA – Si è tenuta una conferenza stampa delle opposizioni nel consiglio comunale dell’Aquila in merito alla discussione tenutasi nella III commissione Consiliare relativamente la nuova riforma sul dimensionamento scolastico.
Le opposizioni hanno infatti presentato due documenti sul tema, uno a prima firma Stefano Albano che andrà in discussione in consiglio comunale, l’altro a prima firma Paolo Romano presentato durante la seduta di terza Commissione, entrambi con l’obiettivo di impegnare i parlamentari abruzzesi al cambio della norma nazionale e dando massima disponibilità ad un percorso unitario nell’’interesse della città, qualora il centrodestra fosse stato disponibile. La maggioranza comunale ha invece preferito chiudersi per l’ennesima volta a riccio, rifiutando di votare l’atto di indirizzo.
“Il comportamento del centrodestra aquilano sul dimensionamento scolastico è molto grave – ha affermato Albano aprendo la conferenza stampa – rassicurare gli aquilani che non ci saranno effetti negativi sull’organizzazione scolastica nella nostra città è falso, come hanno ben rappresentato i dirigenti scolastici e i sindacati intervenuti durante la terza Commissione. Si tratta di una riforma sbagliata, che causerà un calo nella qualità dell’offerta formativa e sul lungo periodo il rischio di accorpamento e chiusura di alcuni plessi, penalizzando in particolare le aree interne. Le simulazioni che infatti hanno prodotto i sindacati parlano chiaro: dei 46 istituti comprensivi attualmente presenti in provincia dell’Aquila, circa 20 o 21 rischiano di subire un taglio”.
“L’effetto risultante sul territorio sarà penalizzante, per esempio nella piana di Navelli si prevede ci sarà un solo istituto comprensivo da Navelli fino ad Ovindoli. Questo comporterà il moltiplicarsi di periferie scolastiche nelle frazioni aquilane e nei comuni del nostro comprensorio, con conseguenti scelte delle famiglie di migrazione scolastica.”
“Riteniamo – conclude Albano – inaccettabile tale atteggiamento da parte di chi governa, che in questo caso ha prodotto l’abbandono dei lavori della Terza Commissione da parte dei numerosi ospiti, in gran parte dirigenti scolastici, docenti o sigle sindacali. Continueremo a dare battaglia su questo tema attraverso l’ordine del giorno che arriverà in discussione prossimamente in consiglio comunale”. “Noi chiediamo serietà e abnegazione alla maggioranza – dichiara Paolo Romano – L’impegnativa dell’opposizione, bocciata in commissione, è la prova dello scollamento che il centrodestra ha con i cittadini: oggi è l’intero mondo scolastico a farne le spese, domani saranno le famiglie e gli studenti. La sottovalutazione di quello che, se non affrontato, ci aspetta nel 2024, offre però anche la misura di come la maggioranza sia tanto dedita alla propaganda spicciola quanto carente nel creare programmazione e concretezza. Di quanto sia poco seria: preoccuparsi tardi dei problemi significa non occuparsene affatto. Basterebbe emendare la Legge e reinserire il cratere 2009 nella norma che lo vede inspiegabilmente stralciato nelle deroghe. Mi chiedo come possano essere accettabili le dichiarazioni rassicuranti dell’assessore Tursini, identiche a quelle del vicepresidente della Provincia Calvisi, dove con una leggerezza imperdonabile si arriva a dire che il dimensionamento scolastico non è un fatto negativo per un territorio frastagliato come il nostro: una follia”.
Prende poi la parola Enrico Verini “a me sembra che questa amministrazione sia ostile al mondo scolastico. Siamo l’unica città al mondo senza una scuola nel centro della città ed oggi invece di difendere il territorio che vedrà i danni di una riforma che prevede maxi scuole e quindi la desertificazione dei piccoli comuni, preferisce difendere la sua parte politica. Comprendo il disagio dei dirigenti scolastici che, se le cose andranno come prospettato, si troveranno a gestire un unico istituto spalmato in 15 sedi, su strade di montagna, in 15 comuni. Una pazzia.”
È sconcertante la sottovalutazione della destra aquilana verso la scuola – afferma Stefania Pezzopane – di fronte ad una unanime richiesta da parte di tutti i sindacati e dei dirigenti scolastici c’è stata una indecorosa chiusura. Chiedevamo di votare un atto rivolto a tutti i parlamentari aquilani purtroppo assenti (tranne il senatore Fina Pd collegato per telefono). Quale è il punto gravissimo? Sul dimensionamento scolastico l’ultima deroga è stata introdotta con il decreto ricostruzione (Dl. 3/2023) L’articolo 3-novies, introdotto dal Senato, proroga infatti all’anno scolastico 2028/2029 la facoltà di derogare al numero minimo e massimo di alunni per classe previsto, per ciascun tipo e grado di scuola, nelle aree colpite dagli eventi sismici del 2016- 2017 e nei comuni di Casamicciola Terme, Forio e Lacco Ameno dell’Isola di Ischia, colpiti dal sisma del 2017, ma hanno sacrificato il cratere 2009. Mai successo, me ne sono sempre occupata io in Parlamento e la deroga c’era sempre anche per L’Aquila. Hanno votato contro una cosa necessaria e giusta.”
“La situazione è tutt’altro che rassicurante – dichiara Alessandro Tomassoni – un atteggiamento “politicamente ostruzionistico” e irresponsabile da parte di tutta la filiera del centro destra che, dopo aver bocciato in Parlamento emendamenti del centro sinistra volti a modificare la normativa nazionale, ha fatto lo stesso in Consiglio Provinciale con un atto di indirizzo del PD e del Passo Possibile volto a impegnare il Presidente della Provincia ad attivare ogni azione a tutela del territorio e delle istituzioni scolastiche, fino a disimpegnarsi ieri nella Terza Commissione a votare le nostre valide proposte atte a scongiurare il dimensionamento scolastico e le pericolose conseguenze così come deciso.”
Lorenzo Rotellini afferma “Il Comune dell’Aquila fallisce la prova di maturità, senza esercitare il proprio ruolo di Capoluogo e di città di area interna, provando a divenire capofila nella battaglia contro il Dimensionamento Scolastico del Governo, che metterà in difficoltà il nostro territorio e più in generale le aree interne, aumentando il divario tra le aree ricche e quelle più in difficoltà. Bisogna sottolineare l’unità di tutti i sindacati in questa battaglia, che non è da sottovalutare.”
Conclude la conferenza stampa Gianni Padovani “A fronte dei “guai” combinati dal Governo Meloni, la maggioranza che governa il Comune dell’Aquila utilizza sempre lo stesso trucco comunicativo: “noi non volevamo farlo, ma ce lo chiede l’Europa e la colpa è di Draghi”. Un trucco utilizzato anche in occasione dell’entrata in vigore della norma sul dimensionamento scolastico. Il dimensionamento scolastico è una legge del Governo Meloni (L.finanziaria, art.1 comma 557) che andrà in vigore nell’anno scolastico 2024/25, quindi è del tutto inutile che il Comune sbandiera come un successo il mantenimento dell’attuale situazione nel 2023/24, una precisazione totalmente mistificatoria.” “Seconda bugia – precisa Padovani – non è vero che l’Europa chiede quanto decretato dal Governo! A fronte della denatalità, il Pnrr prevede di “ripensare l’organizzazione del sistema scolastico. Il risultato finale sarà una riduzione del numero medio di studentesse e studenti per classe, a vantaggio della qualità dell’insegnamento”. Il Governo ha totalmente distorto il significato del Pnrr ed invece di ridurre il numero di studenti per classe ha deciso la cancellazione degli istituti scolastici per fare cassa sulla Scuola”






